A ottobre arriveranno i primi estratti conto delle banche sui depositi degli utenti, con gli interessi calcolati trimestralmente.
Una delibera del CICR del febbraio scorso, che aveva fatto seguito a una nota sentenza della Corte di cassazione e a un successivo decreto legislativo sull'anatocismo, aveva stabilito infatti che "nell'ambito di ogni singolo conto corrente deve essere osservata la stessa periodicità negli interessi creditori e debitori".
Fino ad allora le banche applicavano bimestralmente il tasso di interesse percepito sui prestiti e sugli scoperti e annualmente quello pagato sui depositi dei correntisti. La ripartizione trimestrale dell'interesse annuo fa guadagnare di più: se lo scoperto è di 10 milioni e l'interesse annuo il 12%, ripartendo tale tasso trimestralmente il 3°% del secondo trimestre viene applicato su 10.300.000 e la cifra via via si gonfia per accumulo degli interessi sugli interessi, che é chiamato anatocismo.
La delibera del CICR è entrata in vigore dal 1° luglio scorso e il 30 settembre scade, appunto, il primo trimestre nel quale le banche devono calcolare allo stesso modo anche il tasso di interesse accreditato ai depositanti, che sarà indicato sull'estratto conto in arrivo.
Sicuramente hanno scelto il calcolo trimestrale, per continuare a lucrare sui prestiti e sugli scoperti, ove il tasso di interesse è molto più alto. Ma quanto guadagneranno in più i correntisti?
Basta fare quattro conti per vedere che si tratta di una miseria. Ammesso, per comodità di calcolo, che il tasso annuo corrisposto su un deposito medio sia dello 0,4%, le banche applicheranno lo 0,1% ogni trimestre.
Ogni milione depositato, invece di incrementarsi di 4000 lire lorde l'anno, si incrementerà così di 1000 lire il primo trimestre, 1001 lire il secondo, 1001,001 il terzo e 1001,101 il quarto: in totale, 4003,102 lire, ovvero 3 lire in più per ogni milione rispetto al tasso annuo.
Né le banche vorranno rimetterci anche queste poche lire, quindi aumenteranno un pò i tassi su prestiti e scoperti.
La battaglia sull'anatocismo è stata sbandierata come una grande vittoria dei consumatori, invece è una bolla di sapone, anzi una sconfitta perché penalizza chi si trova in difficoltà finanziarie, e deve ricorrere ai fidi delle banche.