La “Carta dei passeggeri”, da poco tempo esposta in tutti gli aeroporti italiani, sbandierata come la soluzione di tutti i problemi di chi vola in aereo, non é affatto un granché di nuovo.
Essa non é altro che un riepilogo di principi ovvi e di notizie già conosciute da lungo tempo.
Comincia con un’affermazione schock: il passeggero ha il diritto di essere informato sulle varie tipologie dei voli e sulle tariffe! Ci mancherebbe altro che ad un passeggero che intenda volare in aereo non gli si comunichi la tariffa e le notizie sul volo che intende prendere.
La Carta prosegue con l’enunciazione dei diritti del passeggero, come quello di conoscere gli scali previsti, i voli non-stop, i trasferimenti tra aeroporti, i cambi di aereo e via di seguito: tutte informazioni scontate.
Prosegue con il diritto dei passeggeri di essere informati sugli eventuali ritardi: qui si raggiunge il massimo dell’ovvio. Ben lo può testimoniare chi vola frequentemente, ormai abituato a sentire il comandante o il responsabile dei servizi di bordo scusarsi per il ritardo dovuto a “cause tecniche” o “al ritardato arrivo dell’aeromobile”.
Purtroppo molti passeggeri che ricevono queste ovvie informazioni, spesso perdono anche le coincidenze successive, rendendo vano il volo stesso. Perché queste informazioni non vengono sempre fornite prima che il passeggero si imbarchi?
E perché, qualora abbia un biglietto a tariffa scontata e perde la coincidenza, deve pagare una forte differenza avendo perso il diritto alla riduzione valida per il volo perso per colpa del vettore?
Poi ci sono le novità delle informazioni sui rimborsi per l’overbooking (mancato imbarco per vendite di biglietti superiori ai posti disponibili).
Novità che si conoscono già da dieci anni perché previsti dal Regolamento Cee n. 295/1991, cosi come sono noti da decenni i risarcimenti in caso di incidenti e perdita di bagagli, perché già previsti da convenzioni internazionali.
Ma il massimo dell’ipocrisia la Carta la raggiunge sulle modalità dei rimborsi in caso di ritardi.
Con un lungo giro di parole, essa praticamente si limita a dire che bisogna fare causa alla compagnia dimostrando il danno dovuto al ritardo per colpa della compagnia stessa:siccome i viaggiatori che usano l’aereo sono tutti Paperoni, cosa costa investire milioni in avvocati e periti per fare causa alla compagnia?
In conclusione, ogni volta che si vola raccomandiamoci al buon Dio perché non solo ci faccia arrivare sani e salvi, ma anche in orario, insieme ai bagagli e che, soprattutto, non ce li abbiano aperti per rubarcene tutto o parte del contenuto. Buon viaggio!
romano.satolli@tin.it