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Addio ai budelli naturali

Fra le tradizioni alimentari condannate a sparire a causa di “mucca pazza” c’è anche quella dei salumi insaccati nei budelli naturali.
Rispondendo a un quesito del nostro ministero della Sanità, infatti, la Commissione UE, Direzione generale salute e tutela dei consumatori, ha precisato che l’obbligo previsto dalla Decisione n. 2001/2/CE di distruggere gli intestini dei bovini di qualsiasi età, dal duodeno al retto, vale dal 1° gennaio 2001 e, pertanto, gli intestini ottenuti fino al 31 dicembre 2000 possono continuare ad essere usati.

La Decisione CE era stata ripresa tal quale da un decreto ministeriale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 7 febbraio scorso, ma era sorto il problema se per gli insaccati, in particolare salami e salsicce, potessero essere usati i budelli naturali prodotti anteriormente al 1° gennaio.
Generalmente vengono impiegati gli intestini tenue e crasso dei bovini adulti e dei vitelli, che vengono lavati, liberati del grasso e della membrana mucosa e seccati, ma dal 1° gennaio scorso devono essere avviati alla distruzione e piano piano, quindi, finirà la disponibilità di quelli prodotti anteriormente.

Ne consegue che salumi e salsicce dovranno essere insaccati in budelli sintetici, mentre il problema non esiste per il cotechino, generalmente insaccato nella pelle del ventre di maiale, per lo zampone (avvolto nella pelle della zampa di maiale) e per la mortadella (insaccata nella vescica o in involucro sintetico).

Redazione
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