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La scelta del depuratore

Si è arrivati al punto che molti consumatori usano l'acqua minerale per fare caffè, te e minestre, diffidando dell’acqua di rubinetto anche se è potabile. In genere perché è clorata per precauzionale disinfezione, in altri casi perché è stata proprio dichiarata non potabile, oppure è “ufficialmente” potabile ma il consumatore sospetta che non lo sia.
Si comincia a prendere allora seriamente in considerazione l’opportunità di istallare un “depuratore” e qui il consumatore si imbatte in un ginepraio, fra prodotti che vanno da 100.000 lire a due o tre milioni, installatori seri e venditori improvvisati che girano porta a porta, talvolta spacciandosi addirittura per dipendenti dell’azienda acquedottistica. Possono essere almeno di aiuto alcuni criteri di orientamento.

Innanzi tutto, chi vende questi apparecchi chiamandoli “depuratori” è un mistificatore, sia perché è proibito dalle norme (DM n. 443/1990), sia perché ogni congegno ha una o più funzioni specifiche e non depura l’acqua “da tutto”. Poi, attenzione che il contratto di manutenzione, qualora proposto (e il più delle volte è opportuno), non sia quinquennale o addirittura decennale, ovvero senza possibilità di disdetta e con l’obbligo di continuare a pagare anche se si butta o si cambia apparecchio.

Quanto alla scelta di quest’ultimo, è meglio orientarsi su marche note che hanno una più capillare rete di assistenza, oltre a collaudata tecnologia. Bisogna tenere ben presente, comunque, che la scelta dipende dalla caratteristica negativa che si vuole eliminare dall’acqua. Sostanzialmente ci sono quattro tipi di apparecchi. Addolcitore. Serve per ridurre il calcare quando l’acqua è “dura”, cioè ha un alto contenuto di calcio e magnesio che, fra l’altro, provoca incrostazioni.

A membrana osmotica. Ha più di una funzione e un ampio spettro di protezione: per bonificare acque salmastre o per eliminare microinquinanti organici, nitrati, cloruri, solfati e altri sali indesiderabili, compresi quelli di calcio e piombo, rendendo anche l’acqua più leggera.
A filtro composito. E’ adatto per togliere microinquinanti organici, atrazina e altri residui di antiparassitari, oltre a eliminare il sapore di cloro. Essendo un tipo di filtro speciale con vari componenti, deve avere però un’autorizzazione del ministero della Sanità.

Meccanici. Sono gli apparecchi più semplici e servono a rimuovere particelle come sabbiolina e ferro in acque che non hanno altri inconvenienti.

Redazione
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