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Le richieste dei consumatori sui mutui

Un documento unitario sulla questione degli interessi sui mutui è stato sottoscritto dalle associazioni dei consumatori presenti nel Consiglio nazionale consumatori e utenti. Queste le richieste formulate al Governo.

Tasso di interesse. Per la quota residua del mutuo, se ne chiede la riduzione dal 12,21% (tasso previsto dal decreto legge n° 394/200) ad un tasso calcolato sulla media delle rinegoziazioni sin qui concordate per i mutui a tasso fisso - privilegiando i mutui accesi per l'acquisto della prima casa - e comunque a un tasso inferiore a quello usurario previsto per i mutui a dicembre 2000 (9,945%).
Per realizzare questo risultato si chiede un apposito emendamento al decreto legge che come parametro prenda in considerazione i BTP a 10 anni e non a 25 anni (ci: comporterebbe un tasso di interesse del 9,007%).

Interessi usurari. Se ne chiede una restituzione forfetizzata, da graduare nel tempo sulle future rate del mutuo. Considerando le rinegoziazioni già attuate, l'onere complessivo (passato più futuro) non supera i 4-5 mila miliardi. Questa richiesta si giustifica in considerazione del fatto che le banche hanno restituito anticipatamente le obbligazioni a copertura di detti mutui poiché considerate "eccessivamente onerose".
Trattasi, quindi, non di un costo per le banche, ma di "un lucro cessante". Questo riconoscimento dovrebbe spettare anche ai mutui già estinti successivamente al 17 aprile 1997. La restituzione potrebbe anche avvenire mediante il rilascio al cliente di obbligazioni quinquennali convertibili, ad un tasso comparato ai rendimenti attuali dei titoli di Stato.

Spese, commissioni e penalità. Nelle dichiarazioni del Governo era stato preannunciato il costo zero per le rinegoziazioni. Il decreto legge non dice niente in merito e quindi si chiede una norma esplicita che preveda spese, commissioni e penalità zero, come da impegno preso dal Governo.

Trasparenza. Molti problemi sarebbero stati evitati se fosse esistito un criterio vincolante per la trasparenza delle banche sul costo del denaro, così come esiste nella normativa francese (invocata dalle banche) o come si sta operando, a livello europeo, per una nuova direttiva sul credito al consumo. Per permettere una comparazione dei costi fra le proposte delle diverse banche e una maggiore trasparenza, occorre sostituire la dizione tasso di interesse con TAEG, cioè tasso annuo effettivo globale.

Estinzione anticipata. Si chiede di estendere a tutti i tipi di mutui la norma già vigente per il credito al consumo che, in caso di estinzione anticipata, prevede una commissione massima dell'1% sul capitale residuo. Osservatorio. Si chiede di istituire un "Osservatorio sui mutui" dislocato anche localmente e al quale possano essere segnalati comportamenti anomali nel corso delle rinegoziazioni.

Redazione
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