Parte la cura. Inizieranno molto presto i lavori per il recupero dello stagno di Molentargius, e più propriamente dell'intero comprensorio di cui fanno parte anche i sistemi delle saline e del litorale del Poetto. Dopo il "via libera" della Conferenza dei Servizi (l'organismo creato dal Ministero dell'Ambiente per la verifica dei progetti di bonifica) concesso lo scorso mese di Settembre è passata un intera stagione di polemiche durante la quale lo stagno ha continuato ad incamerare liquami inquinanti. Ora sembra che la diatriba fra la Direzione Generale dei Monopoli di Stato, che ha tardato tanto a concedere le aree per far partire i lavori, ed il Ministero dell'Ambiente sia definitivamente risolta e questa volta i lavori di risanamento del sistema umido dovrebbero partire definitivamente (mentre scriviamo mancano solo alcuni passaggi burocratici formali quindi è possibile che all'uscita del nostro giornale i cantieri siano già aperti). I ritardi hanno provocato sensibili variazioni alla tabella di marcia dei lavori che avrebbero dovuto iniziare con gli interventi negli specchi d'acqua dolce. I delicati equilibri degli stagni e la nidificazione dei fenicotteri impongono che gli interventi siano messi in opera solo dal mese di Settembre fino a Dicembre per non arrecare troppo disturbo alla fauna acquatica. Per questo motivo il Consorzio Ramsar Molentargius interverrà prima in altre zone, rinviando all'autunno i lavori sulle oasi naturalistiche.
L'intera area (che si estende per più di 1400 ettari) ha visto crescere negli ultimi anni il suo valore naturalistico grazie alla nidificazione dei fenicotteri, un evento storico per gli ornitologi internazionali, che ha di fatto messo fretta a politici ed amministratori per adoperarsi nel cancellare liquami inquinanti di ogni genere riversati quotidianamente nell'area umida.
I lavori più importanti per il risanamento sono quelli che insisteranno sui due biotopi di acqua dolce del Bellarosa Minore e del Perdalonga, aree ideali per la nidificazione di numerose specie di uccelli. Vasche d'acque dolci fin dagli anni '50 alimentate dai fiumi provenienti dall'interno, che con l'aumentare della pressione antropica, hanno finito per accogliere le fogne dei centri abitati di Monserrato, Selargius, Quartucciu e Quartu.
Il fenomeno ha inizialmente portato benefici al sistema di acque dolci, aumentandone poderosamente la vegetazione in senso verticale e favorendo quindi l'insediamento di nicchie ecologiche preferite dalle specie di avifauna che nel tempo si sono insediate. Ora però il sistema è al collasso e i processi ecologici verificatisi possono essere compromessi dagli stessi agenti che li hanno originati. "In questo stato - dicono gli esperti - è prossima la morte biologica dell'ecosistema di acqua dolce". Un rischio testimoniato dai fenomeni di interrimento ed eutrofizzazione che in alcuni punti sono già in stato avanzato. A questi pericoli si sommano quelli di natura igienico-sanitaria per i quali, i rappresentanti degli enti locali, non possono più rinviarne la soluzione.
Il progetto, predisposto dal Consorzio Ramsar e "benedetto" dal Ministero dell'Ambiente, prevede i primi interventi per intercettare i fiumi che riversano le acque luride nei bacini. Dei "by pass" devieranno sul depuratore di Is Arenas, attualmente sottoutilizzato poiché dimensionato per una popolazione di circa 550 mila abitanti. La bonifica dei bacini d'acqua dolce verrà completata con l'entrata in funzione dell'ECOSISTEMA FILTRO, un sistema di vasche (che sorgerà accanto al Bellarosa Minore) che garantirà l'immissione di acque controllate e con una quantità di nutrienti modulabile in base alle esigenze biologiche dell'intero sistema. Le specie nidificanti (56 secondo l'ultimo censimento del 93), avranno praticamente a disposizione un'area con caratteristiche simili a quella attuale.
Il risanamento toccherà in seconda battuta l'area di Is Arenas, assediata dalle discariche e dall'abusivismo edilizio. L'area sarà il cuore del futuro parco, la zona identificata per ospitare le strutture che ne permetteranno la fruizione scientifica e didattica. Due gli accessi, uno in corrispondenza dell'abitato di Quartu e uno ad ovest per i visitatori provenienti da Cagliari, dove è prevista la ristrutturazione dell'ex edificio dei Sali Scelti che sarà la sede dell'Ente di gestione del parco del Molentargius. Biciclette e cavalli gli unici mezzi di trasporto consentiti per attraversare e visitare l'area, lungo la quale verranno realizzati appositi capanni di avvistamento per osservare la misteriosa vita nello stagno.
Capitolo a parte meritano gli interventi sul litorale del Poetto e nelle Saline per le quali il progetto prevede la ripresa produttiva, considerandola strettamente connessa all'equilibrio del sistema umido complessivo. Nel piano, sono previste la razionalizzazione della produzione e una diversificazione delle attività collaterali all'estrazione del sale, come quelle termali o connesse all'acquacoltura. Legata a quest'attività sembra dare buone prospettive l'allevamento della Artemia Salina, un piccolo crostaceo che vive in questi ambienti, particolarmente ricercato per l'allevamento ittico. Anche il Poetto potrà tornare a vivere. Numerosi gli interventi progettati per bloccare il fenomeno dell'erosione della spiaggia che in alcuni punti ha raggiunto livelli di guardia. In questo frangente sarà ripristinata la duna lungo la fascia costiera, conseguente allo spostamento della strada litoranea, più all'interno rispetto alla sede attuale, mentre la pineta retrostante verrà ripristinata così come la vegetazione di posidonia nella parte sommersa, che fungerà da barriera naturale in grado di limitare l'azione erosiva delle correnti marine.
Un grande e ambizioso progetto quello del Consorzio Ramsar che in due anni dovrebbe portare a termine la cura per il Molentargius. Fenicotteri e polli sultani ringraziano.