TURISMO

Seneghe

Archeologia. La riscoperta di una zona quasi unica

di Francesco Cubeddu

foto di Raimondo Cossa e Francesco Cubeddu


Un paese circondato dal verde, famoso per la ricchezza di antiche vestigia. Sul suo territorio sono stati censiti quasi 150 nuraghi, Tombe dei Giganti, Dolmen e Menhir. Un enorme patrimonio troppo spesso dimenticato.

img Seneghe è un paese di circa 2000 abitanti situato sul versante orientale del Montiferru, a 305 metri sul livello del mare. Noto per i boschi di leccio che ricoprono come un manto verde il suo monte Sos Paris e per l'acqua delle sue sorgenti molto apprezzata per le sue proprietà diuretiche. Seneghe è conosciuto per il suo olio d'oliva, "Ercole Olivario" 1994, massimo riconoscimento alla qualità e per il miele che vi si produce, vincitore di vari premi a livello nazionale.

Ma c'è un altro motivo per cui dovrebbe essere giustamente famoso: la ricchezza di siti archeologici di cui è disseminato il suo territorio. La zona di Seneghe è stata popolata da tempo immemorabile, sicuramente sin dal Neolitico, come dimostrato dai numerosi strumenti litici reperiti in loco.

Nel periodo nuragico, grazie alla felice posizione della zona, ci fu un fiorire di nuraghi, dal protonuraghe ai nuraghi, ai complessi nuragici con più torri, a delle vere e proprie fortificazioni di cui resta un impressionante numero di testimonianze: circa 150 nuraghi, cifra approssimata per difetto, a cui sono da aggiungere tombe a cumulo, tombe dei giganti, dolmen , menhir, betili questo per il solo periodo nuragico.

img La zona piacque molto anche a Fenici e Romani e anche di questi periodi restano numerose tracce, una per tutte: Funtana Fraigada, fonte termale risalente al periodo della dominazione romana. Tutte queste testimonianze del nostro passato, sono state ignorate o quasi dalle varie amministrazioni che non hanno saputo guardare oltre gli interessi tipici dell'economia agro-pastorale.

Ma non basta, in molti casi non si è avuta la capacità o la volontà di impedire dei veri e propri scempi, compiuti (in nome del miglioramento fondiario e con gli immancabili contributi regionali) da mezzi meccanici a cui è stato consentito di lavorare all'ombra dei nuraghi, eliminando così la possibilità di compiere un altro passo verso la conoscenza delle nostre origini.

img Quanto sopra, con pochissime eccezioni, vale anche per gli altri paesi del Montiferru, basti pensare alle rocce calcaree di Santa Caterina di Pittinuri, borgata marina di Cuglieri, costellate da tombe rupestri a più vani risalenti al periodo romano: Cornus, la necropoli paleo-cristiana portata alla luce tra il 1955 ed il 1964 dagli archeologi Demuro, Pes e da Ovidio Addis, a parte qualche sporadico intervento e da allora lasciata in balia di vandali e tombaroli. A questo punto è indispensabile invertire la rotta, è di vitale importanza per l'economia della Sardegna, stremata dal fallimento dei tentativi di industrializzazione e dalla crisi del settore agro-pastorale, puntare sul razionale utilizzo del turismo ambientale. E quanto interesse ci sia, da parte degli operatori turistici italiani e stranieri, nei confronti della Sardegna è risultato evidente alla seconda edizione della Borsa del Turismo Ambientale che si è tenuta ad Orosei il 12 e 15 maggio. La B.T.A., organizzata dall'Esit in collaborazione con la Camera di Commercio della provincia di Nuoro, ha dato l'opportunità agli operatori del turismo ambientale della Sardegna di presentare sul mercato una grande varietà di proposte, molte delle quali mirate a far conoscere il nostro patrimonio archeologico, e questo è un passo molto importante ai fini della sua salvaguardia e valorizzazione.

Un buon modo per valorizzare e proteggere i siti archeologici è quello di farli conoscere ad un gran numero di persone capaci di apprezzare quanto ci resta di un lontano passato.

img A questo proposito vi presentiamo alcuni itinerari da percorrere a piedi o in mountain-bike, per coloro che volessero vedere dall'alto i nuraghi, è possibile farlo col parapendio, il più economico mezzo volante sinora conosciuto.

Gli itinerari sono curati da Raimondo Cossa, socio G.A.E. (Associazione Italiana Guide Ambientali ed Escursionistiche), già collaboratore della rivista del Trekking e di Tutto Mountain Bike, guida della cooperativa Sinis; e da Francesco Cubeddu esperto parapendista e collaboratore di In Sardegna e Delta & Parapendio.

Essendo il territorio meta di queste escursioni ancora poco conosciuto sotto l'aspetto escursionistico, gli itinerari non sono tracciati, si consiglia pertanto, di rivolgersi alle guide esperte della zona (Raimondo Cossa tel. 0783/54001 e Francesco Cubeddu tel. 0783/70467).

I periodi migliori per le escursioni sono la primavera e l'autunno.

Informazioni utili:
cartografia I.G.M. 1:25000; è possibile alloggiare presso privati; è possibile acquistare prodotti tipici della zona come formaggi, vini, dolci ed assistere a Feste e sagre. Da non perdere poi il carnevale seneghese dal 20 gennaio al martedì grasso, con balli sardi accompagnati dal fisarmonicista o dai cori sardi (su ballu 'e cantidu).

Dal 2 al 3 luglio, festa di Santa Maria e Santa Elisabetta. Il 31 agosto festa di San Raimondo.

Numeri telefonici utili: 
Comando Stazione Forestale 0783/54418;
Azienda olivicola fratelli Cosseddu 0783/54247, 
Oleificio Sociale
Coop. 0783/54665, 
Apicoltura Montiferru 0783/54073.
Seneghe, come arrivarci:
per chi arriva dal nord dell'Isola, si prende la statale 131 "Carlo Felice" e si esce al Km 108 per Milis, dove si arriva dopo 4 Km. Da Milis, seguendo la segnaletica, si sale sino a Seneghe che dista 5 Km. Per coloro che arrivano dal sud della Sardegna, l'uscita è al Km 103 per Tramatza (sempre sulla SS 131). Da lì si prosegue per Milis (4 Km) e poi come sopra.

Chi viene dalle spiagge della costa centro occidentale, deve seguire la SS 292 sino alla prima uscita per Narbolia, che dista circa 6 Km. Poi si continua per circa 6 chilometri, sino ad arrivare a destinazione.

  1. itinerario: mountain bike o trekking, (colore rosso).
    Partenza dall'uscita del paese in direzione Narbolia, strada sterrata di fronte all'abbeveratoio di Montighe Pardighe, difficoltà media; tempo di percorrenza 4 ore in bici, 6 a piedi; interesse: paesaggistico e di rilevante interesse culturale in quanto si ha l'opportunità di ammirare siti archeologici dal periodo neolitico sino al nuragico recente quali la tomba del gigante (Sa facche de s'altare), la tomba a galleria (S'ommo de sas zanas), il pseudo nuraghe e le capanne nuragiche di nuraghe Narva, il nuraghe Littos perfettamente conservato, il complesso di Masone Maiore formato da 5 torri per finire col nuraghe di Oppianu.

  2. itinerario: trekking, (colore verde).
    Partenza da Birdambullis, monte di Seneghe, a 10 Km dal paese, difficoltà media, tempo 5 ore, 12 Km circa, interesse naturalistico-paesaggistico, con la possibilità, in giornate chiare, di ammirare un vasto tratto della costa sarda da Capo Caccia (Alghero) sino alla Costa Verde.

    Il percorso si snoda su strada sterrata e su sentieri appena accennati, che in alcuni tratti diventano veri e propri "tunnel" vegetali che attraversano boschi di leccio con esemplari ultracentenari, i "Patriarchi", che fanno ombra alle fresche fonti dove è possibile dissetarsi. Il bosco ospita anche corbezzoli, biancospini e querce da sughero, che col digradare delle colline verso il mare lasciano il posto alle essenze della profumata macchia mediterranea composta da mirto, lentischio, fillirrea, cisto, lavanda, habitat naturale per cinghiali, volpi, donnole, martore, il raro gatto selvatico, oltre ad una grande varietà di volatili, tra cui il falco pellegrino, poiane, sparvieri, ghiandaie e tanti altri.

    Per chiudere in bellezza questo itinerario ad anello si può tentare di osservare qualche esemplare di daino sardo, presente nel recinto di pre-ambientamento tra Padassiu e Birdambulis.

  3. itinerario riservato ai "volatili bipedi", (colore blu) meglio conosciuti col nome di parapendisti.
    Decollo da Funtana Figu in territorio di Santulussurgiu, si fa quota sul decollo e ci si dirige in direzione sud sud-est sino ad entrare nello spazio aereo seneghese e sorvolare il nuraghe Scalla, si prosegue in direzione ovest sul lungo costone alle spalle del paese, cercando di non perdere quota, sorvolando nuraghe Pista, nuraghe Narva e Littos, da qui, dopo aver fatto quota, ci si dirige verso il piano, stando attenti a non perdere l'occasione di ammirare dall'alto la tomba del gigante e il complesso di Masone Maiore, dopo di che si potrà atterrare, con la certezza di aver visto uno spettacolo riservato a pochi. Questo è un volo che può essere fatto da chiunque abbia esperienza di volo in termodinamica.



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