Città satellite. Città dormitorio. Città da
vivere. Città da costruire. Quartu Sant'Elena è
così. Un misto di tutto questo con in più però
anche la volontà politica di cambiare finalmente le coordinate
di una città, la terza della Sardegna, cresciuta troppo in
fretta, all'ombra del capoluogo. Una vicinanza che molto spesso l'ha
costretta a restare ai margini, abbandonata a se stessa e relegata nel
suo scomodo ruolo di "quartiere dormitorio" di tanti cagliaritani che
non riuscivano a trovare una abitazione ad un prezzo
ragionevole. Volontà politiche si dirà e non dubitiamo
minimamente di questo anche perché ci sembra evidente che le
vecchie amministrazioni civiche abbiano sempre trattato Quartu
Sant'Elena come un piccolo paese e non come una città da
settantamila abitanti, abbandonando quasi sempre sul nascere o
nascondendoli dentro i cassetti di chissà quale polveroso
archivio tutti i piani di sviluppo. Piani che adesso, nel bene o nel
male, sotto la guida di una amministrazione giovane e decisa, stanno
venendo fuori, rispolverati e messi in prativa. Progetti curati anche
sotto il profilo ambientale e turistico, per cercare di sfruttare le
non poche risorse turistiche e di immagine. Un compito sicuramente non
facile, svolto praticamente dal nulla, con pochi mezzi ma tanta
dedizione al lavoro. Come quella che per esempio mette in pratica
Massimo Manca, giovane e super attivo Assessore Comunale
all'Ambiente. Un ambientalista-politico, con numerose battaglie alle
spalle e tutte, quasi sempre vinte.
È difficile fare l'Assessore all'Ambiente in un comune come Quartu Sant'Elena?
È difficilissimo perché bisogna recuperare un ritardo decennale su tutte le cose che gravitano e si sono sviluppate attorno all'ambiente. In Italia ad esempio è stato scoperto solo da una decina d'anni e la stessa Regione Sarda prima non aveva un Assessorato all'Ambiente. Si è quindi capito, anche se con ritardo, che l'ambiente era una questione prioritaria. Senza andare lontano a Quartu sino a due anni fa non c'era Assessorato all'Ambiente e per lo stesso ambiente si faceva poco e niente. Si portava semplicemente avanti una politica estremamente limitata e legata alle eventuali emergenze. Non esisteva inoltre né la minima programmazione né un programma finanziario. Questa amministrazione invece ha ritenuto di porre al centro del proprio programma politico la tematica ambientale, istituendo appunto un assessorato all'ambiente che è partito il primo anno con grossissime difficoltà, senza uomini e mezzi. Oggi però mira soprattutto ad investire nel futuro che vuol dire, ad esempio, far partire finalmente l'appalto definitivo per la raccolta dei riiuti solidi urbani, riuscire ad avere i giusti strumenti di pianificazione, il piano e l'entità del verde in città.
Qual'è il vostro budget?
L'Assessorato all'Ambiente si muove con 9 miliardi all'anno, ma bisogna però tener presente che su 9 miliardi per l'anno in corso, ben 8 se ne vanno via soltanto per la raccolta dei rifiuti. Resta dunque appena un miliardo per tutto il resto. Il problema rifiuti era comunque troppo importante per non affrontarlo in maniera radicale e così lo abbiamo voluto chiudere definitivamente quest'anno, per aprire poi, nel prossimo anno la partita sul verde pubblico. Abbiamo puntato molto anche sulla educazione e sulla prevenzione nelle scuole con tutta una serie di progetti. L'ultimo era quello dell'Unione sarda Lega Ambiente su Molentargius. Anche sotto il profilo animalista l'amministrazione comunale è corsa ai ripari con lo studio del progetto del rifugio di animali e la limitazione del randagismo. Non ultime ovviamente le azioni di controllo e vigilanza con l'istituzione del nucleo di polizia di vigilanza ambientale che sta svolgendo un grosso lavoro con tutta una serie di controlli e di ispezioni anche per quelle attività che erano considerate completamente libere da obblighi di legge. Sino a poco tempo fa infatti le friggitorie, i ristoranti o gli altri esercizi similari scaricavano gli oli esausti e gli scarti di lavorazione con molta facilità, producendo notevoli danni all'ambiente.
Quartu ha secondo lei le carte in regola in chiave turistica?
Senza dubbio. Quartu ha una peculiarità sulla quale si può investire moltissimo come richiamo turistico. La città si trova al centro di una serie di contesti ambientali di notevole valenza. Da una parte Molentargius con l'area del futuro Parco del Molentargius con due accessi, uno da Cagliari l'altro da Quartu. Il progetto di valorizzazione turistica prevede per la parte che ci compete tutta una serie di servizi come l'orto botanico, la zona parcheggio e l'equitazione. Dall'altra parte invece abbiamo il versante dei Sette Fratelli, collegato dalla 554 e poi, ovviamente tutta la costa. Dunque delle prospettive invidiabili.
Molti sostengono che Quartu sia solo il dormitorio di Cagliari. È d'accordo?
Diversi anni fa forse si. Quartu ha vissuto un fenomeno di espansione edilizia selvaggia, dettata da una serie di fattori. Uno dei principali era che Cagliari, come città, dava sempre meno spazio alla residenza abitativa. L'assalto al territorio, sicuramente indiscriminato e poco qualificante ha provocato anche non pochi problemi. I servizi non sono infatti andati di pari passo. Piano piano stiamo cercando di porvi rimedio con un servizio di trasporti adeguato e con il potenziamento dei cosiddetti servizi primari come acqua, luce e fogne. Tutto questo l'amministrazione comunale lo sta facendo anche in prospettiva turistica, perché non è possibile pensare di costruire senza però avere le fondamenta.
Come sono i rapporti con la Regione?
Direi molto buoni. Non possiamo certo lamentarci anche se ormai il vecchio ruolo dei comuni che guardano alla Regione come un semplice soggetto erogatore di fondi deve sparire. Bene ha fatto la Regione in sede di bilancio a rivedere questo criterio, anche per quanto riguarda i progetti.
La Regione ed i comuni in Sardegna come possono fare fronte all'emergenza ambientale.
Adesso è possibile sfruttare il nuovo ordinamento del Enti Locali. Ogni anno la Regione distribuisce dai 100 ai 120 miliardi per lavori finalizzati all'occupazione. Lavori che partono sempre in questo periodo. In questo modo i comuni possono assumere delle persone a termine per ripulire le città. Oggi la Regione ti eroga subito i soldi e ti dice di gestire come meglio credi questi fondi nel tuo territorio.
Come è il rapporto con i cittadini?
È sicuramente la scommessa del futuro. Da poco ho visto una pubblicazione del Ministero ed ho potuto constatare quanti uffici per le relazioni con il pubblico si siano in Sardegna. Quasi zero. Siamo al penultimo posto in Italia ci batte solo il Trentino. La trasmissione della conoscenza dei cittadini oggi è molto importante non solo per il rapporto che si viene a creare con l'ente, ma anche perché è giusto che il cittadino sappia che Quartu Sant'Elena, ad esempio, ha in organico 100 dipendenti comunali mentre dovrebbe averne in base al numero degli abitanti oltre 900. È importante dire al cittadino che il comune ha due milioni di mq di spazio verde nel territorio da curare, ma per farlo ha solo due giardinieri. I miracoli purtroppo non riusciamo ancora a farli ed esistono delle priorità da rispettare. Se io trovo un cittadino in strada che butta un sacchetto della spazzatura dove invece non lo deve buttare, non posso farci molto, ma gli faccio comunque omaggio di una copia del regolamento comunale in modo che poi lo stesso cittadino possa collaborare in futuro a mantenere pulita la città. Oggi, soprattutto con la telematica e l'informatica è possibile dare risposte immediate ai cittadini.
Come amministratore che votazione si darebbe?
Spero di lasciare in eredità a questo comune il ricordo di un buon assessore e di un galantuomo. Non mi piace infatti esercitare il potere fine a se stesso. Non mi piace apparire. Lascio al sindaco l'onere di apparire di fronte alle telecamere. Vorrei che restasse a questa città il ricordo di una persona che pur potendo non ha voluto marcare la sua presenza, mi sento un collaboratore del sindaco. Come voto mi sento di meritare almeno la sufficienza se non altro perché qui ci passo ben 12 ore al giorno e non mi perdonerò mai di non avere mai abbastanza tempo per vedere mia figlia se non la domenica.....
Si può dire quanto guadagna un assessore?
Certo che si può dire. A Quartu un assessore guadagna 2 milioni 600 mila lire al mese. Di questi però noi ci paghiamo la tassa sulla salute. Detto in soldoni guadagniamo meno di un funzionario.