Il vero vololiberista è colui che ama il volo e rispetta la natura perché è cosciente di esserne parte.
Cos'è un parapendio?
Il nome è una contrazione da paracadute da pendio.
I primi parapendio altro non erano che dei paracadute ad ala
comunemente usati dai paracadutisti.
L'idea venne a dei francesi, che stanchi di sottostare alla burocrazia
e ai costi imposti dall'uso dell'aereo, pensarono di trovare un modo
più semplice ed economico. Fu così che alcuni di loro
provarono a decollare da terra con le loro vele, partivano dalla
sommità delle montagne, correndo all'impazzata per dei ripidi
pendii al limite dello strapiombo, in modo da raggiungere la
velocità necessaria per il decollo. Vista la fattibilità
della cosa, i paracadute vennero via via elaborati per renderli
più efficienti e sicuri.
Così nacque il parapendio, correva l'anno 1986. Le parti
principali di questa ala sono: la vela, i cordini, le bretelle e la
selletta, dove sta comodamente seduto il pilota. Questa leggera e
colorata ala, se usata correttamente, dà a tutti la
possibilità di vedere il mondo da un altro punto di vista, e
credetemi ne vale la pena!
Ma come fare?
Imparare a volare non è cosa da prendere alla leggera.
Attualmente in Sardegna non esiste una scuola di volo libero
(disciplina sportiva di cui fanno parte Deltaplano e Parapendio),
né un istruttore di questo sport, è quindi necessario
varcare il mare per fare il corso di volo presso una scuola
certificata.
Ci sono alcune persone che impartiscono lezioni di volo col
parapendio, chiaramente non hanno nessuna qualifica, certi sono
capaci, altri dei veri e propri pirati dell'aria, ossia gente poco
seria che per farsi qualche soldo non esita a mettere a repentaglio la
vita di altre persone.
C'è però un'Associazione Sportiva Volo Libero "I Fenicotteri Rosa", regolarmente costituita ed affiliata alla Federazione Italiana Volo Libero (F.I.V.L.), i Fenicotteri Rosa sono il punto di riferimento per tutti i "volatili" sardi o di passaggio in Sardegna. Ne fanno parte i migliori piloti dell'isola, i pionieri del parapendio isolano, i Fenicotteri sono conosciuti nella penisola per aver organizzato manifestazioni di volo a cui hanno partecipato alcuni tra i migliori piloti italiani, oltre a numerosi altri parapendisti italiani e stranieri.
L'Associazione è a disposizione di tutte le persone interessate ad avvicinarsi a questo affascinante sport, contattandola è possibile avere tutte le informazioni sulle migliori scuole italiane, le località di volo e le manifestazioni, è inoltre possibile provare l'emozione del volo con il parapendio biposto, guidato dagli unici piloti abilitati al volo in doppio presenti in Sardegna.
Ma dove si vola in Sardegna?
I siti di volo sono molti, e molti
ancora da scoprire. Citerò i principali: innanzitutto
Gonnosfanadiga, capitale dei vololiberisti sardi nonché sede
dell'associazione, i rilievi di questo ospitale paese, si prestano in
modo eccellente al volo libero. Il decollo si trova a "Cuccuru Fenugu"
(627 m.s.m.), ed è facilmente individuabile in quanto sta
proprio dietro il paese, sulla sommità si trova la torretta di
avvistamento antincendio. Per accedervi è necessario contattare
l'associazione in quanto l'unica autorizzata a transitare nel cantiere
di forestazione attraverso cui passa la strada che porta in decollo.
Il lungo costone che parte da " Cuccuru Fenugu " e finisce a "Is
Cuccureddus" è esposto a Nord-Ovest, lungo circa due chilometri
e mezzo, dà la possibilità (nelle giornate favorevoli)
di volare per ore, facendo notevoli guadagni di quota, e, per i
più bravi, di vedere dall'alto la vetta del monte Linas (1236
m.s.m.).
L'atterraggio ufficiale è in località "S'isca", a circa
3 chilometri dal decollo e circa 460 metri più in basso. Un
altro volo da non perdere è quello di Buggerru, si sale in auto
sullo sterrato che dall'entrata del paese porta alle vecchie miniere,
poi parcheggiata la macchina si prosegue a piedi per circa 20 minuti
sino ad arrivare sul decollo, da dove si può ammirare lo
splendido mare color verde smeraldo, la grande spiaggia di San
Nicolao, delimitata ad Est dalla pineta e a Nord dalle scogliere di
Capo Pecora. Vale la pena di andarci, fosse solo per il superbo
panorama esaltato dai profumi delle essenze della macchia
mediterranea.
Immaginate di ammirarlo dall'alto, in volo nel silenzio rotto solo dal fischio del vento sui cordini e dai richiami degli uccelli, indimenticabile!!
Spostiamoci ora all'interno, sul Monte Ortobene, presso Nuoro. Il
decollo è proprio in direzione delle antenne, 50 metri sotto la
strada, il volo è consigliato a piloti con esperienza. Nelle
giornate buone, per niente rare, grazie all'aria calda che sale dalla
valle, non è difficile raggiungere quote di tutto rispetto
(oltre 2500 m.s.m.) partendo da 850 metri di quota, arrivare sopra il
monte Corrasi (1463 m.s.m.),e, per chi ne è capace andare a
atterrare nella spiaggia della Caletta. Un "trip" che solo il
parapendio ti può donare.
Tornando al mare non posso non parlare di Bosa, del costone tra Bosa Marina e Turas e di quello di "Abba Drucche". Lì tutti i volatili (parapendisti inclusi) possono librarsi sul mare, sostenuti dal vento che arrivando dal mare è costretto a "salire" per poter scavalcare i rilievi. Questi sono voli tranquilli. Basta stare attenti alla velocità del vento, e quando la meteo lo consente, si sta su alla grande. La brezza che arriva dal mare è laminare, pura, nelle giornate chiare lo sguardo spazia da Capo Caccia all'isola di Mal di Ventre. Provare per credere, è una visione spaziale accessibile a tutti coloro che facciano un po' di pratica.
Per i piloti esperti c'è la possibilità di decollare da
monte Pittada (788 m.s.m.) e da lì scegliere se andare verso
Alghero, sorvolando una costa intatta, a tratti selvaggiamente violata
dagli incendi appiccati dall'uomo, oppure dirigersi verso Abba
Drucche.
Altri ottimi voli sono: quelli di Oliena (Corrasi), Bolotana (Punta Palai), Turri (ottimo campo scuola), Villacidro (Cuccurdoni Mannu), Santulussurgiu (Funtana Figu), Alghero (La Siesta) e tanti altri.
Ora parliamo del volo in sè. Perché ci sono delle
persone che hanno questo amore per il volo? Non è facile
trovare le parole giuste per spiegarlo, il volo, dagli albori
dell'umanità, è stato il desiderio più grande
dell'uomo, non a caso il cielo è stato eletto a dimora degli
Dei di tutte le religioni. Per migliaia di anni i nostri progenitori
hanno sognato di volare, dando luogo a miti e leggende.
Volare era visto come segno di potenza, elevazione dello spirito, di superiorità, era il desiderio di qualcosa di impossibile, e questo desiderio, tanto a lungo inseguito, alla fine si è avverato.
Oggi tutti possono volare, basta salire su un aereo e hop si vola; è diventata una cosa normale, ma se si vuole assaporare la vera essenza del volo, l'unico modo (a mio parere) è il volo libero.
Ed è libero in tutti i sensi: libero dalla burocrazia che ci soffoca sempre di più, libero da tutti gli impicci terreni, in volo si pensa solo a volare, a godere di questi momenti di assoluta libertà.
Il volo è un susseguirsi di emozioni: dall'apprensione che
accompagna il pilota che sale in decollo, alla calma con cui prepara
la sua vela ed esegue i controlli pre-volo, alla tensione quasi
palpabile del momento del decollo. Una volta staccati i piedi da terra
tutto cambia, tutto sembra più bello, ordinato; le
città, le case si trasformano in un mosaico di colori
attraversato da una ragnatela di strade. I monti, i fiumi, le valli,
è tutto sotto, lo sguardo non incontra ostacoli, si ha la
sensazione di essere arrivati, non si desidera altro che quello che si
ha in quei momenti, l'appagamento è totale.
Quando si va in aria con condizioni meteo forti, il pilota non ha tempo per la contemplazione, all'osservatore subentra il tecnico. Il pilota diventa un sofisticato computer che deve elaborare una miriade di variabili: turbolenza dell'aria, velocità e direzione del vento , quota, traiettoria, ostacoli, in più deve valutare le sensazioni che gli vengono trasmesse dalla vela; è un impegno totale non c'è spazio per altri pensieri.
Paura? Certo. La sana paura che ti ricorda che non sei poi
così bravo come pensavi. L'adrenalina che allerta tutti i tuoi
sensi e che cede il posto alla freddezza necessaria a farti
proseguire; poi però la ricompensa è grande: arrivare a
base nube, contemplare il mondo dall'alto, magari in compagnia di
qualche grifone.
È come l'anima che sale in cielo dopo essersi liberata dal corpo col vantaggio di poter fare anche il percorso inverso! Ecco, questo è volare!!
Spero che quanto ho scritto serva a dare un'idea di cosa si provi a volare col parapendio, noi parapendisti non siamo dei pazzi incoscienti che rischiano la pelle (o le penne?) per niente. Niente di più sbagliato, è nostra ferma intenzione vivere in salute e il più a lungo possibile..... volando s'intende!