SPAZIO APERTO

Il maestro d'ascia, un artista del mare

di Marco Sassu



img Da quando l'uomo ha intuito che cavalcando un tronco d'albero trascinato dalla corrente poteva spostarsi con esso , ha avuto inizio la progettazione e la costruzione di galleggianti idonei al trasporto di persone e di cose; iniziava l'epoca del trasporto attraverso le vie d'acqua. Intuitivamente il legno era il materiale di costruzione piú adatto, esso galleggia anche senza la necessitá di dargli una sagoma particolare, si trovava in abbondanza in natura e l'uomo, fin dall'inizio, si era abituato a tagliarlo, a scolpirlo e a lavorarlo, per ricavarne utensili, armi, abitazioni.

L'evoluzione fu abbastanza rapida, dal tronco scavato si passó presto alle costruzioni piú complesse, fino a giungere, dopo una navigazione durata millenni, alla costruzione di opere d'arte quali furono i famosi "clipper". La costruzione di questi meravigliosi bastimenti era affidata a esperti costruttori che procedevano "a mente" nella progettazione del veliero; questi, generalmente, non eseguivano i disegni esecutivi, ma costruivano in scala i "mezzi modelli", scolpendo e lavorando, con sgorbie, scalpelli e pialle; riproducendo quello che era nella loro testa, frutto della loro fantasia ed intuizione.


img Ogni veliero era "un pezzo unico", uno diverso dall'altro con il solo scopo di creare quello ideale, il piú veloce e sicuro. I clipper nascevano cosí, dal sapiente lavoro di carpentieri, maestri d'ascia, falegnami e calafati. Con il declino dei clipper l'impiego del legno per la costruzione navale è andato via via diminuendo. Oggi il legno viene impiegato, quasi esclusivamente, per i natanti adibiti alla pesca e per qualche imbarcazione da diporto.

Il mestiere del maestro d'ascia è contemplato dall'articolo 117 del Codice della Navigazione, e l'articolo 280 del Regolamento per l'esecuzione del Codice della navigazione, specifica quali siano i requisiti necessari per poterlo esercitare. Nell'articolo 280 si legge, tra le altre cose che per poter praticare il mestiere di Maestro d'ascia, occorre aver lavorato per almeno trentasei mesi, in qualitá di allievo maestro d'ascia, presso un cantiere o uno stabilimento di costruzioni navali.


img Per la legge italiana questo professionista puó costruire e riparare navi e galleggianti in legno di stazza lorda non superiore alle 150 tonnellate (attualmente credo che questo limite sia stato elevato a 200 tonnellate). Per anni in Sardegna i nostri maestri d'ascia hanno progettato e costruito stupende imbarcazioni da pesca, i famosi "gozzi", armati con vele latine. Cagliari, Stintino, S.Antioco, Carloforte e Alghero; in queste localitá erano concentrati i piú importanti cantieri gestiti da esperti maestri d'ascia.

Qui venivano impostati gli scafi destinati alla pesca e al traffico locale; da questi cantieri prendevano il mare le barche destinate al trasporto di minerale dalle miniere di Buggerru al porto di Carloforte o ai vaporetti ormeggiati in rada; prendevano il mare le imbarcazioni destinate al trasporto del granito dalle coste di Villasimius, verso Cagliari; prendevano il mare i velieri destinati alla pesca. Per quasi un secolo le imbarcazioni che trafficavano lungo i nostri mari venivano progettate, costruite, varate e riparate nei nostri cantieri, dai nostri esperti costruttori.

Ancora oggi, in qualche cantiere, come in quello dei fratelli Sitzia, a Sant'Antioco (uno dei pochi attivi in Sardegna), si costruiscono imbarcazioni in legno, nell'antica tradizione dei maestri d'ascia isolani. In questo cantiere ho assistito ad alcune fasi della costruzione di un peschereccio e ai lavori di riparazione e restauro di altri scafi in legno.


img Per la costruzione degli scafi si parte dal mezzo modello in scala, realizzato dopo anni di esperienza e attente osservazioni. In questa fase vengono messe in atto le conoscenze maturate dal signor Sitzia con imbarchi effettuati a bordo dei piroscafi, con il lavoro di pescatore e quindi con quello di allievo maestro d'ascia nel cantiere paterno e in vari cantieri della penisola. La scelta accurata del legname e i modelli sono frutto di lunghissima esperienza e la lavorazione, soprattutto nelle operazioni di rifinitura, è ancora oggi, come un secolo fa, fatta con l'ascia.

Sembra irreale e anacronistico osservare il maestro d'ascia inginocchiato, su un tappeto di segatura, in prossimitá della ruota di prua dell'ossatura di un grosso peschereccio, mentre con l'ascia rifinisce questa parte dello scafo a mano. È un mestiere pesante, faticoso, ma in questo cantiere, come del resto in tutti i cantieri dei maestri d'ascia, si lavora una materia viva come il legno e ognuno con la sua esperienza crea scafi dalle linee superbe, nati per lavorare sul mare, in sicurezza; le soddisfazioni ripagano la fatica.


img Nei pochi cantieri in attivitá, cosí come in quello visitato, si progettano e costruiscono, sempre con lo stesso sistema e con lo stesso amore e passione, anche i gozzi. Questi, armati con vela latina, partecipano alle regate ad essi riservate, delle quali la piú importante è quella che si corre a Stintino, alla fine di agosto, conosciuta con il nome: "Trofeo Challenge Presidente della Repubblica". Nel cantiere visitato ho incontrato anche il figlio di uno dei fratelli Sitzia, appena quattordicenne; certamente troppo giovane per poter dire se intraprenderá l'arte del padre, ma a vederlo curiosare tra il legname e gli scafi si intuisce che l'amore e la passione per questo mestiere non gli sono estranei.

Ci sono segnali anche in altre parti dell'isola; a Carloforte, per esempio, vi sono due giovani che, appresa l'arte dai vecchi maestri d'ascia, continuano a costruire scafi in legno. Purtroppo, nonostante questi incoraggianti segnali, oggi la figura del "Maestro d'ascia", dell'artista che, con le sue mani, con la sua esperienza e conoscenze, fa nascere e vivere scafi dalle linee superbe e dalle qualitá nautiche eccezionali, va scomparendo. L'avvento della vetroresina e il minor costo delle imbarcazioni fatte in serie, unitamente alla scarsitá e al costo delle essenze legnose impiegate nelle costruzioni navali, favorisce il lento, ma progressivo declino di questa antica e meravigliosa arte. In Sardegna ormai i cantieri navali dove operano i maestri d'ascia si contano sulle dita di una mano; e cosí, questo grande patrimonio rischia di essere perduto del tutto. Sará un altro brandello che verrá strappato alla tela dell'Arte marinaresca, un altro pezzo di storia che resterá viva in qualche fotografia, negli scafi che ancora navigano e nella mente di chi ha conosciuto questi artisti.


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