AMBIENTE

Il regno dei funghi

testo e foto di Roberto Meloni



img Sono arrivate le prime piogge e il bosco, la macchia e il prato hanno acquistato nuovi colori: verdi e marroni sono apprezzabili nelle loro mille sfumature e paiono risvegliati dal sonno polveroso di una lunga e afosa estate. Rivivono i muschi e l'aria è pervasa da una fragranza dolciastra che trasuda dalle foglie secche ammorbidite dall'acqua, dalla terra scura, dalle cortecce e dai tronchi marcescenti.


img Compaiono come d'incanto. Sotto gli arbusti e nelle radure erbose, nelle pietraie e nel soffice letto di foglie della boscaglia spuntano improvvisamente i funghi. Isolati o raccolti in folti gruppi, fanno sfoggio di forme e colori, ravvivando con la loro presenza ogni angolo delle nostre campagne. Quando ero bambino i funghi erano l'elemento magico del bosco, ne racchiudevano l'essenza, le ombre e gli odori; erano i vivaci ma silenziosi abitatori di un mondo che difficilmente svelava i suoi segreti e che incuteva rispetto, a volte anche un sottile senso di timore. I funghi erano i folletti dei boschi. Ed io avevo i miei "posti dei funghi": angoli sconosciuti a tutti, dove i folletti, anno dopo anno, ricomparivano all'inizio dell'autunno, solo per me. Intuivo solamente, senza averne la coscienza, che i "miei" funghi erano legati a quel luogo perché sotto il terriccio scuro coperto di foglie morte accadeva qualcosa che non potevo vedere o comprendere.


img Quelli che chiamiamo comunemente "funghi", e che incontriamo e raccogliamo nel corso delle nostre passeggiate, sono in realtá il frutto (carpoforo o corpo fruttifero) di una "pianta" costituita dal micelio, un intreccio di filamenti bianchi (ife) che si stendono sotto lo strato superficiale del terreno. Gli studiosi classificano i funghi in un Regno a sé stante: non tra gli animali, quindi, né tra i vegetali. Totalmente privi di clorofilla, e perció incapaci di operare il processo di fotosintesi tipico delle piante verdi, i funghi sono obbligati a sfruttare la presenza di altri organismi per il reperimento o la trasformazione delle sostanze nutritizie.


img img La loro vita è sempre strettamente legata a esseri viventi o sostanze organiche con i quali i funghi instaurano particolari rapporti di "convivenza": dal saprofitismo (quando prosperano su organismi morti quali tronchi abbattuti o foglie cadute) al parassitismo (quando vivono a spese di organismi vivi, sottraendo loro nutrimento e sostanza e portandoli spesso al deperimento e alla morte). Moltissimi funghi vivono peró in un piú complesso rapporto di simbiosi, detta simbiosi micorrizica, con i vegetali (alberi, arbusti o piante erbacee), cosí da ottenere uno scambio di "facilitazioni alimentari" che favoriscono in egual misura i funghi e la pianta. È quindi evidente l'importanza che i funghi hanno per il mantenimento degli equilibri di un qualunque ambiente naturale, mineralizzando le sostanze organiche in decomposizione, aggredendo e demolendo gli esemplari morti, favorendo lo sviluppo dei vegetali con i quali vivono in simbiosi.


img Al Regno dei funghi (Miceti) appartengono muffe e lieviti, oltre a numerosissime altre specie invisibili al nostro occhio (micromiceti). Molte specie di funghi risultano invece ben evidenti almeno quando, nelle giuste condizioni ambientali e climatiche, i loro corpi fruttiferi, contenenti le spore (cellule riproduttive del fungo), si sviluppano, raggiungendo a volte dimensioni ragguardevoli.


img La Sardegna è ricchissima di specie, ma la "cultura micologica" dei sardi è limitatissima. Poche sono le specie conosciute, da sempre raccolte e consumate un po' ovunque nell'Isola. I funghi sconosciuti, la stragrande maggioranza della specie, sono normalmente ignorati o, peggio, distrutti senza una ragione. La raccolta dei funghi, diffusasi enormemente negli ultimi decenni, risulta cosí ancora oggi indiscriminata e pesa sulle pochissime specie apprezzate tradizionalmente. Alcune zone boschive vengono prese d'assalto e subiscono un notevole impoverimento che si rifletterá inevitabilmente sul funzionamento dell'intero ecosistema. Purtroppo la nostra regione ancora non puó contare su una adeguata legislazione in materia: in altre regioni italiane esiste da tempo un limite massimo di peso per la raccolta giornaliera, subordinata al rilascio di un permesso da parte delle autoritá competenti.


img Nell'attesa che anche qui in Sardegna si muova qualche passo in questa direzione, ci limitiamo a dare qualche suggerimento. Proviamo a trasformare una "battuta di raccolta" in un'occasione per osservare piú da vicino anche i funghi che non conosciamo, ai quali non sappiamo dare un nome, dei quali non potremo decantare il gusto. Lasciamoli dove si trovano, apprezzandone la varietá di forme e colori, permettendo loro di svolgere le importanti funzioni che li rendono cosí indispensabili per la vita del bosco.


img img Non distruggiamo perció le specie sconosciute, anzi impariamo a conoscerne di nuove, in modo da variare la raccolta. Utilizziamo sempre cestini, e non buste di plastica; queste ultime infatti impediscono alle spore dei funghi raccolti di raggiungere il terreno con gravi limitazioni al processo riproduttivo. In ultimo, evitiamo di raccogliere piú di quanto possiamo ragionevolmente consumare, lasciando al loro posto gli esemplari troppo giovani o invecchiati che spesso poi scartiamo una volta tornati a casa.


img Sottratti alle esigenze di classificazione e alla loro "vocazione" culinaria, i funghi, nella breve galleria di immagini qui presentata, tornano ad essere i folletti, le effimere presenze del bosco: proprio come ci appaiono in natura, nel loro habitat, nello splendore delle loro forme straordinarie e dei loro sgargianti colori.



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