INFORMATION TECHNOLOGY

Filo diretto con il mondo

Intervista con Leonardo Marras, relazioni esterne della Telecom

di Antonello Aime


L'impegno della Telecom per dare impulsi alla crescita della nostra economia.

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Dai vecchi telefoni a disco alle linee dedicate. Dalle fibre ottiche ai satelliti. Un libro aperto, costantemente aggiornato seguendo le nuove frontiere della comunicazione. Se la Sardegna viene considerata da molti come una regione disastrata, da profondo sud, con una economia ed un livello occupazionale quasi da terzo mondo, altrettanto può essere vista come una delle regioni all'avanguardia nel campo delle telecomunicazioni. Un isola felice grazie all'impegno profuso dalla Sip prima e dalla Telecom adesso. Un modo sicuramente positivo per abbattere le numerose barriere che ci dividono dal resto d'Italia e dal mondo. Un autostrada aperta verso il futuro che attende solo di essere attraversata.

Quale ruolo hanno ed avranno le telecomunicazioni in Sardegna ?
Io credo che le telecomunicazioni in una regione come la nostra circondata dal mare, siano fondamentali, perché le vie di comunicazione sono il mare ed il cielo. Considerate poi le non poche difficoltà che ci sono nel settore dei trasporti, sia per la qualità che per i costi dei servizi che vengono offerti, l'utilizzo dei sistemi di comunicazione, consente di poter avvicinare la Sardegna al resto d'Italia e del mondo. Noi in questi anni, prima come Sip, adesso come Telecom-Italia, ci siano impegnati a costruire una rete di telecomunicazioni che potesse dare a questa regione una possibilità di sviluppo in più. È stato fatto. La Sardegna è infatti una regione all'avanguardia in questo campo. Abbiamo una rete di fibre ottiche che attraversa la Sardegna a tutto tondo, abbiamo l'80 % delle nuove centrali installate con una tecnologia che fa della Sardegna un isola felice sotto questo aspetto. Anche in questo caso esiste il rovescio della medaglia. Abbiamo costruito un autostrada ma purtroppo non ci sono le macchine da metterci sopra, quindi c'è il rischio vero che questa potenzialità non venga sfruttata da quelle imprese che operano e lavorano in Sardegna. Un ruolo chiave in questo senso lo deve svolgere l'istituzione pubblica. La Regione Sarda dovrebbe infatti promuovere, incentivare e sviluppare l'utilizzo delle nuove tecnologie della telecomunicazione verso le imprese per una crescita collettiva. Attualmente la nostra regione ha circa seicentomila abbonati al telefono su una popolazione di un milione e seicentomila abitanti. La media ormai è di 4 persone per nucleo familiare. Facendo un rapido calcolo, possiamo quindi tranquillamente affermare che siamo ad un livello di saturazione per quanto riguarda la telefonia. C'è stato inoltre uno sviluppo considerevole della telefonia mobile e cellulare. I cosiddetti "telefonini" sono diventati da subito per gli imprenditori sardi uno strumento indispensabile di lavoro. Non è vero, come affermavano molti, che il telefonino è uno status symbol utilizzato solamente dai vip. Oggi il telefonino viene utilizzato un po' da tutti e con l'introduzione recente della tariffa "familiare" vi è stato un ulteriore sviluppo della telefonia mobile. Considerando poi che in Sardegna esistono indubbie difficoltà di spostamento e non pochi problemi di sicurezza, avere oggi un telefonino in tasca sta diventando una pressante necessità.

Una necessità però ancora piuttosto costosa...
Non sono d'accordo. Noi della Telecom diciamo sempre che il telefonino è uno strumento utilissimo ma che va comunque utilizzato sempre in maniera intelligente, senza esagerare troppo, diversamente quando arriva la bolletta sono problemi. Personalmente credo che il telefonino vada utilizzato solo per lavoro soprattutto per chi ha possibilità di un rientro economico, per gli altri solo nei casi di necessità o nelle fasce orarie a tariffe agevolate.

Seguendo le nuove frontiere della comunicazione si arriva inevitabilmente ad Internet, la nuova porta per il futuro e per la multimedialità. In questo campo la Telecom come si sta muovendo?
La Telecom si muove per il momento mettendo a disposizione le autostrade di cui parlavamo prima. In una regione come la nostra dove il livello di tecnologia è molto elevato, ci possono essere molti sistemi di sfruttamento. È chiaro che prima di dare opinioni su Internet aspettiamo di capire che cosa è realmente Internet, visto che per ora è solo un grande contenitore all'interno del quale esiste tutto e niente. Come Telecom-Italia offriamo per il momento solo il cavo attraverso il quale passano le informazioni, senza però entrare nel merito dei contenuti come invece siamo stati costretti a fare quando ci è sfuggito di mano il fenomeno delle chat-line.

A proposito di chat-line, perchè sono falliti due sistemi come il videotel e l'144?
Non è che siano proprio falliti. Probabilmente in fase iniziale abbiamo sbagliato qualche strategia di marketing. I fornitori d'informazioni ne hanno infatti sicuramente approfittato ed hanno creato tutta una serie di problemi che ben conosciamo. Oggi per quanto riguarda il videotel si sta andando verso un sistema a "chiosco", nel quale l'utente può controllare personalmente il suo terminale. Per quanto riguarda i servizi 144 , sono stati eliminati quei fornitori che hanno portato a delle spaccature sociali tra noi e i nostri clienti. Non dimentichiamoci che l'144 offre anche dei servizi utili ed interessanti a basso costo. Il problema dei costi purtroppo non dipende da noi come Telecom. Siamo infatti in un libero mercato e le tariffe sono regolamentate dai fornitori d'informazione. La Telecom-Italia dopo gli assestamenti societari si sta comunque confrontando con un mercato internazionale sempre più attento ed agguerrito per cui, aumentata la concorrenza, abbiamo il dovere di difendere l'intero settore a livello internazionale con le nostre tecnologie. L'ideale sarebbe arrivare ad una tariffa concordata che risponda alla qualità del servizio che offre. Oggi, lo ricordo, le tariffe telefoniche sono regolate dal governo.

Telecom e turismo; una sinergia che esiste già oppure?
Credo che in una regione circondata dal mare a forte vocazione turistica, gli operatori del settore turistico non possono staccare la spina e tagliare i ponti con il resto del mondo. Un ponte che si può costruire idealmente è quello delle telecomunicazioni. Qui stanno nascendo anche progetti di "turismatica", cioè turismo legato alla tecnologia. Quindi avere postazioni telematiche all'interno degli alberghi collegate a banche dati dove l'operatore americano, tedesco, inglese o giapponese può interrogare in diretta il singolo albergo o l'agenzia di viaggio della nostra regione ottenendo tutte le informazioni del caso. La tecnologia nei prossimi anni servirà per collegare idealmente la nostra isola con il resto del mondo.

In prospettiva futura, la Telecom-Italia sta pensando di organizzare dei particolari servizi seguendo le nuove tecnologie?
Noi abbiamo una serie di servizi che sono indirizzati verso gli alberghi e verso il turismo in genere. Siamo disponibili a progettare tutto. Grazie alle reti veloci, noi possiamo tranquillamente andare da un albergo nel centro della Sardegna, far trasmettere le immagini di quel albergo ad un tour operator newyorchese per fare vedere in diretta ad esempio come sono fatte le stanze o l'ambiente circostante. Internet dà questo tipo di possibilità e penso personalmente che questo tipo di opportunità non debbano sfuggire. Si devono creare sicuramente più sinergie tra enti istituzioni ed aziende che operano in questo settore, in modo che si possa presentare un progetto che venga poi messo a disposizione di chi opera nel settore. Questo deve essere un settore trainante. Non può essere relegato da una parte e dimenticato.


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