Dai vecchi telefoni a disco alle linee dedicate. Dalle fibre ottiche ai satelliti. Un libro aperto, costantemente aggiornato seguendo le nuove frontiere della comunicazione. Se la Sardegna viene considerata da molti come una regione disastrata, da profondo sud, con una economia ed un livello occupazionale quasi da terzo mondo, altrettanto può essere vista come una delle regioni all'avanguardia nel campo delle telecomunicazioni. Un isola felice grazie all'impegno profuso dalla Sip prima e dalla Telecom adesso. Un modo sicuramente positivo per abbattere le numerose barriere che ci dividono dal resto d'Italia e dal mondo. Un autostrada aperta verso il futuro che attende solo di essere attraversata.
Quale ruolo hanno ed avranno le telecomunicazioni in Sardegna ?
Io credo che le telecomunicazioni in una regione come la nostra
circondata dal mare, siano fondamentali, perché le vie di
comunicazione sono il mare ed il cielo. Considerate poi le non poche
difficoltà che ci sono nel settore dei trasporti, sia per la
qualità che per i costi dei servizi che vengono offerti,
l'utilizzo dei sistemi di comunicazione, consente di poter avvicinare
la Sardegna al resto d'Italia e del mondo. Noi in questi anni, prima
come Sip, adesso come Telecom-Italia, ci siano impegnati a costruire
una rete di telecomunicazioni che potesse dare a questa regione una
possibilità di sviluppo in più. È stato fatto. La
Sardegna è infatti una regione all'avanguardia in questo
campo. Abbiamo una rete di fibre ottiche che attraversa la Sardegna a
tutto tondo, abbiamo l'80 % delle nuove centrali installate con una
tecnologia che fa della Sardegna un isola felice sotto questo
aspetto. Anche in questo caso esiste il rovescio della
medaglia. Abbiamo costruito un autostrada ma purtroppo non ci sono le
macchine da metterci sopra, quindi c'è il rischio vero che
questa potenzialità non venga sfruttata da quelle imprese che
operano e lavorano in Sardegna. Un ruolo chiave in questo senso lo
deve svolgere l'istituzione pubblica. La Regione Sarda dovrebbe
infatti promuovere, incentivare e sviluppare l'utilizzo delle nuove
tecnologie della telecomunicazione verso le imprese per una crescita
collettiva. Attualmente la nostra regione ha circa seicentomila
abbonati al telefono su una popolazione di un milione e seicentomila
abitanti. La media ormai è di 4 persone per nucleo
familiare. Facendo un rapido calcolo, possiamo quindi tranquillamente
affermare che siamo ad un livello di saturazione per quanto riguarda
la telefonia. C'è stato inoltre uno sviluppo considerevole
della telefonia mobile e cellulare. I cosiddetti "telefonini" sono
diventati da subito per gli imprenditori sardi uno strumento
indispensabile di lavoro. Non è vero, come affermavano molti,
che il telefonino è uno status symbol utilizzato solamente dai
vip. Oggi il telefonino viene utilizzato un po' da tutti e con
l'introduzione recente della tariffa "familiare" vi è stato un
ulteriore sviluppo della telefonia mobile. Considerando poi che in
Sardegna esistono indubbie difficoltà di spostamento e non
pochi problemi di sicurezza, avere oggi un telefonino in tasca sta
diventando una pressante necessità.
Una necessità però ancora piuttosto costosa...
Non sono d'accordo. Noi della Telecom diciamo sempre che il telefonino
è uno strumento utilissimo ma che va comunque utilizzato sempre
in maniera intelligente, senza esagerare troppo, diversamente quando
arriva la bolletta sono problemi. Personalmente credo che il
telefonino vada utilizzato solo per lavoro soprattutto per chi ha
possibilità di un rientro economico, per gli altri solo nei
casi di necessità o nelle fasce orarie a tariffe agevolate.
Seguendo le nuove frontiere della comunicazione si arriva
inevitabilmente ad Internet, la nuova porta per il futuro e per la
multimedialità. In questo campo la Telecom come si sta
muovendo?
La Telecom si muove per il momento mettendo a disposizione le
autostrade di cui parlavamo prima. In una regione come la nostra dove
il livello di tecnologia è molto elevato, ci possono essere
molti sistemi di sfruttamento. È chiaro che prima di dare
opinioni su Internet aspettiamo di capire che cosa è realmente
Internet, visto che per ora è solo un grande contenitore
all'interno del quale esiste tutto e niente. Come Telecom-Italia
offriamo per il momento solo il cavo attraverso il quale passano le
informazioni, senza però entrare nel merito dei contenuti come
invece siamo stati costretti a fare quando ci è sfuggito di
mano il fenomeno delle chat-line.
A proposito di chat-line, perchè sono falliti due sistemi
come il videotel e l'144?
Non è che siano proprio falliti. Probabilmente in fase iniziale
abbiamo sbagliato qualche strategia di marketing. I fornitori
d'informazioni ne hanno infatti sicuramente approfittato ed hanno
creato tutta una serie di problemi che ben conosciamo. Oggi per quanto
riguarda il videotel si sta andando verso un sistema a "chiosco", nel
quale l'utente può controllare personalmente il suo
terminale. Per quanto riguarda i servizi 144 , sono stati eliminati
quei fornitori che hanno portato a delle spaccature sociali tra noi e
i nostri clienti. Non dimentichiamoci che l'144 offre anche dei
servizi utili ed interessanti a basso costo. Il problema dei costi
purtroppo non dipende da noi come Telecom. Siamo infatti in un libero
mercato e le tariffe sono regolamentate dai fornitori
d'informazione. La Telecom-Italia dopo gli assestamenti societari si
sta comunque confrontando con un mercato internazionale sempre
più attento ed agguerrito per cui, aumentata la concorrenza,
abbiamo il dovere di difendere l'intero settore a livello
internazionale con le nostre tecnologie. L'ideale sarebbe arrivare ad
una tariffa concordata che risponda alla qualità del servizio
che offre. Oggi, lo ricordo, le tariffe telefoniche sono regolate dal
governo.
Telecom e turismo; una sinergia che esiste già oppure?
Credo che in una regione circondata dal mare a forte vocazione
turistica, gli operatori del settore turistico non possono staccare la
spina e tagliare i ponti con il resto del mondo. Un ponte che si
può costruire idealmente è quello delle
telecomunicazioni. Qui stanno nascendo anche progetti di
"turismatica", cioè turismo legato alla tecnologia. Quindi
avere postazioni telematiche all'interno degli alberghi collegate a
banche dati dove l'operatore americano, tedesco, inglese o giapponese
può interrogare in diretta il singolo albergo o l'agenzia di
viaggio della nostra regione ottenendo tutte le informazioni del
caso. La tecnologia nei prossimi anni servirà per collegare
idealmente la nostra isola con il resto del mondo.
In prospettiva futura, la Telecom-Italia sta pensando di
organizzare dei particolari servizi seguendo le nuove
tecnologie?
Noi abbiamo una serie di servizi che sono indirizzati verso gli
alberghi e verso il turismo in genere. Siamo disponibili a progettare
tutto. Grazie alle reti veloci, noi possiamo tranquillamente andare da
un albergo nel centro della Sardegna, far trasmettere le immagini di
quel albergo ad un tour operator newyorchese per fare vedere in
diretta ad esempio come sono fatte le stanze o l'ambiente
circostante. Internet dà questo tipo di possibilità e
penso personalmente che questo tipo di opportunità non debbano
sfuggire. Si devono creare sicuramente più sinergie tra enti
istituzioni ed aziende che operano in questo settore, in modo che si
possa presentare un progetto che venga poi messo a disposizione di chi
opera nel settore. Questo deve essere un settore trainante. Non
può essere relegato da una parte e dimenticato.