5 DOMANDE SULLA SARDEGNA

Federico Fazzuoli

di Giuseppe Giuliani


Due trasmissioni "Verde Fazzuoli" e "Natura Ragazzi" lo vedono costantemente impegnato ad affrontare i temi della salvaguardia dell'ambiente e della natura. Federico Fazzuoli, l'uomo capace di richiamare davanti alla televisione sette-otto milioni di telespettatori senza fare ricorso a premi, lotterie e varietà, ha monopolizzato la domenica mattina degli italiani parlando di ambiente e agricoltura. Lo raggiungiamo telefonicamente mentre in auto viaggia verso Napoli dove andrà a vedere da vicino la situazione del Sarno uno dei fiumi più inquinati d'Italia.

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1) Qual'è il suo rapporto con la Sardegna e coi sardi?

Sono venuto per la prima volta a Macomer in occasione di una fiera, poi ho conosciuto tutta la Sardegna, ci sono stato più volte in vacanza anche prima di occuparmene per la televisione. Ho sempre trovato grande disponibilità e ospitalità, posso dire di avere un buon rapporto. Ho seguito anche con la trasmissione un po' la vita della Sardegna, così come ho seguito quella di altre regioni.

2) Resiste ancora il mito della foca monaca. Tutti la cercano, qualcuno la vede, ma nessuno la trova. Un animale, forse scomparso dai mari della nostra Isola, la cui immagine continua a essere importante per chi crede ancora nella favola di un paradiso che non esiste più. A cosa servono questi miti?

Io credo che la foca monaca non ci sia più. E credo che questo sia un errore. Capisco che in una situazione di pesca povera come quella del Tirreno la presenza di un animale abituato a nutrirsi in maniera abbondante di pesce possa costituire motivo di disturbo per i pescatori. Sarebbe comunque opportuno trovare il giusto equilibrio per far convivere l'uomo e la foca monaca. Cercando di trarre da questo equilibrio nuove professioni o comunque dei ritorni economici. Probabilmente, se ci fosse la foca monaca, si potrebbe sviluppare un turismo di un certo tipo, in periodi diversi dell'anno, quindi permettere ai pescatori sardi di vendere il proprio pesce e non di buttarlo via come spesso devono fare perché il mercato non lo riceve. Occorrerebbe insomma passare dal mito alla realtà.

3) Si susseguono in Sardegna le manifestazioni per richiamare l'attenzione sui problemi ambientali: convegni, dibattiti, conferenze, spettacoli. Servono? quanto è business? quanto è impegno sociale?

Servono sicuramente. Il turismo si regge sulla capacità di dare una buona immagine di sé. Perché quando una va in vacanza pochi giorni l'anno vuole stare bene in quei giorni: andare in un bel posto, mangiare bene, divertirsi. Tutta la sua aspettativa è riversata su quei giorni, perciò quando si offre un'immagine di promozione deve essere un'immagine fortissima. Quindi è giusto che venga fatto ogni sforzo per questo. La sensibilizzazione per quanto riguarda l'ambiente è funzionale a questa immagine. La Sardegna deve fare di tutto per mantenere il suo ambiente. Anche una manifestazione come quella di Sting è molto importante, innanzitutto perché vi è la presa di coscienza istituzionale del problema vi è il coinvolgimento dell'opinione pubblica. È comunque una manifestazione che rimette la Sardegna sotto gli occhi di tutti attirando giovani anche dal resto d'Italia, infine è un divertimento. Perciò sono favorevole a iniziative come queste.

4) La Sardegna meta turistica per eccellenza, ma anche patria dei disservizi e della disorganizzazione. Un motivo per consigliare la Sardegna come meta uno per evitarla.

Non mi sento di indicare un motivo per evitare la Sardegna. Io voglio che la gente vada in Sardegna. Magari posso avvisare di non aspettarsi grandi servizi, grande organizzazione, questo non c'è o perlomeno solo alcune zone sono all'altezza di un turismo qualificato. Se uno vuole andare a visitare la Giara per vedere qualche cavallino nessuno lo invita ad andarci. Ci deve andare con la propria macchina, arriva lì, se ha sete non può bere, non può mangiare, magari l'albergo è distante. Però ne vale comunque la pena, lo spettacolo è davvero bello. Poi se trova un ristorante troverà anche dei piatti eccezionali. Posso dare il consiglio di protestare, questo sì, perché i sardi devono abituarsi non solo a lamentarsi perché lo Stato non ha fatto gli investimenti che doveva fare, cosa vera e giusta in alcuni casi, ma anche ad ascoltare le proteste di chi arriva in Sardegna e non trova il servizio che si aspetta.

5) Con il programma di Telemontecarlo "Natura Ragazzi" si rivolge ai più giovani per sensibilizzarli verso i temi dell'ambiente e della natura. Cosa si sente di dire ai bambini sardi?

I bambini hanno bisogno d'informazioni, non di messaggi. Un messaggio può andare ai genitori e ai maestri: quello di spiegare ai bambini che la foca monaca c'era, che oggi è diventato un mito, e che è giusto che ritorni realtà.



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