Cosa è il CRS4 ?
Il CRS4 è un centro di ricerca internazionale nel campo del
calcolo avanzato, ossia nell'utilizzo dei computer per la simulazione
numerica, e delle nuove tecnologie quali la visualizzazione
scientifica, la multimedialità e le reti di
telecomunicazione. Attualmente vi lavorano circa 70 ricercatori,
impegnati in varie linee di ricerca il cui comune denominatore
è l'utilizzo avanzato dei computers e delle tecniche
connesse. Il CRS4 è anche una sorta di ponte tra
l'attività di ricerca del mondo universitario e i bisogni
dell'industria e dell'imprenditoria moderna.
Come mai in Sardegna ?
Verso la fine del 1989 mi trovavo al CERN, il centro di ricerche di
Ginevra diretto dal premio Nobel Carlo Rubbia, quando
il direttore della Divisione Computing, Paolo Zanella, mi
mise al corrente del progetto della Regione Sardegna di dare vita ad
un centro di ricerca. L'idea che era venuta alle autorità
politiche di allora (Antonello
Cabras in particolare) era quella di creare un centro di ricerche
sul calcolo avanzato, attorno al quale fare poi crescere un vero e
proprio Parco Scientifico e Tecnologico. Così un giorno al CERN
ricevemmo una delegazione di esponenti politici e imprenditoriali
sardi, ai quali io ebbi l'onore ed il piacere di mostrare alcune
realizzazioni avanzate in campo informatico. Mi ricordo che i miei
colleghi erano alquanto increduli sulla possibilità che davvero
i politici sardi fossero così lungimiranti e avessero capito
che l'unico modo per rilanciare l'economia e lo sviluppo dell'isola
fosse quello di investire in intelligenza. Ma devo dire che la
scommessa di quei sardi, e di coloro che poi parteciparono alla sua
realizzazione nel far nascere e crescere il CRS4, è stata
certamente vinta. Pertanto, rispondendo alla sua domanda, il CRS4
è in Sardegna perchè è stato voluto dalla
Sardegna.
Come sta evolvendo il mondo della comunicazione e dell'informazione ?
L'informazione che in passato era analogica (un disco al vinile, per
esempio) è diventata digitale (un CD-ROM, per
esempio). Ciò ha reso possibile la presenza contemporanea di
varie forme espressive o media in uno stesso contenitore: testi,
immagini, suoni, filmati digitali sono tutti inseribili in un unico
CD-ROM. Questo è il concetto di multimediale. Poi si possono
collegare con riferimenti (come i rimandi di un'enciclopedia) le varie
voci di un documento multimediale: abbiamo la cosiddetta
ipermedialità. Infine connettiamo in rete i vari documenti nei
computer di tutto il mondo ed abbiamo un sistema altamente avanzato le
cui caratteristiche principali sono la ricchezza espressiva dei
contenuti (multimedialità), l'interattività (on line con
altre persone) e la bidirezionalità (poter leggere ma anche
scrivere, ricevere ma anche trasmettere informazioni).
Questo non creerà un ulteriore gap tra i Paesi poveri e quelli ricchi ?
Al contrario. L'intelligenza è uniformemente distribuita in
tutto il mondo e, visto che per essere parte di questo nuovo mondo
digitale occorrono investimenti inferiori a quelli necessari per
costruire le strade, questa volta però strade in cui si
spostano dei bit, delle informazioni e non delle persone, possiamo
dire che un Paese che sia collegato con le strade degli altri Paesi
può senz'altro trarne vantaggi: nel ricevere e nel dare,
qualunque cosa che si presti ad essere trasmessa dalla rete, e quindi
idee, cultura, letteratura, scienza, intrattenimento,
informazione. L'informazione, in senso lato, oggi può essere
digitalizzata e trasmessa ovunque quasi istantaneamente. Ciò
rappresenta una rivoluzione ben più ampia dell'ultima
rivoluzione industriale.
Si arriverà davvero all'integrazione dei vari media ?
Ormai siamo abituati ad informazioni digitalizzate. Per esempio un
dischetto per PC che contiene un articolo, una serie di foto sulle
nuove macchine fotografiche dotate di Photo CD, un CD-ROM del nostro
complesso preferito, un film su LaserDisc. Solo pochi anni fa nessuna
di queste forme di informazione raggiungeva il grande pubblico in
formato digitale. I testi venivano scambiati su carta, le immagini su
pellicole, la musica su dischi al vinile o su audiocassette, i film su
pellicole 8mm o videocassette. Allora quasi tutta l'informazione era
in formato analogico ed integrare i vari media non aveva senso. Ogni
tipo di messaggio o di informazione proveniva prevalentemente da uno
specifico media. Adesso che tutto è di fatto convertibile in
formato digitale, ossia in bit, in tanti 0 e 1, non c'è
più bisogno di utilizzare tanti media diversi: basta un
computer, l'oggetto digitale per eccellenza, e la connessione di
questo computer con altri computer con cui scambiare dati, sia in
ricezione che in trasmissione.
Ma cosa è in realtà Internet ?
Ormai si trovano quasi altrettante definizioni di Internet che dell'amore. È
probabile che la Perugina stia considerando la possibilità di
produrre degli Interbaci, cioè i suoi famosi baci di cioccolata
e nocciola con un bigliettino della serie "Internet è... ".
Ormai i libri e le riviste che parlano di Internet abbondano
ovunque. Internet non è solo questo mare di informazioni
ipermediali che molti sottolineano: Internet è soprattutto la
possibilità di comunicazione e collaborazione tra gli esseri
umani di tutto il mondo, dove le barriere convenzionali basate sulla
distanza, sull'età, sulla razza sono annullate. È la
possibilità di sentirsi parte attiva di quel grande organismo
vivente che è la terra, l'umanità stessa. E, come le
cellule di un organismo, nessuna è indispensabile ma al tempo
stesso tutte concorrono alla vita di quell'organismo. Internet non va
solo studiata: va soprattutto vissuta.
Alcuni sostengono che Internet è prossima al collasso. È vero ?
Dicevano lo stesso a proposito del telefono... Internet non trasporta
carbone o petrolio, che sono risorse finite sul nostro pianeta, ma
bit, segnali elettrici. Qualche anno fa questi bit si trasmettevano su
cavi di rame, adesso su fibre ottiche che sono molto più
capienti del rame, nonchè meno costose e più facilmente
lavorabili. Ognuna delle compagnie internazionali di telecomunicazioni
che connettono l'Europa con gli Stati Uniti ha posato in fondo
all'Atlantico una serie di cavi ognuno dei quali contiene migliaia di
fibre ottiche, di cui forse meno dell'1% è attualmente
utilizzato. Detto ciò, è chiaro tuttavia che il boom che
c'è stato in quest'ultimo anno ha mandato quasi in saturazione
i siti connessi con linee relativamente lente.
In cosa può essere utile Internet al Turismo ?
Internet è l'ideale per promuovere la Sardegna a livello
mondiale. Due anni fa, a livello sperimentale, al CRS4 abbiamo messo
on-line sul World Wide Web alcune
immagini dell'ESIT della serie "Sardegna, un mare
di... ", con tanto di versione in Inglese ed indirizzo e telefono
dell'ESIT. Sappiamo che sono state viste da migliaia e migliaia di
persone connesse ad Internet da tutto il mondo. Lo stesso abbiamo
fatto con il Museo
Archeologico Nazionale di Cagliari che è stato il primo
museo on-line d'Italia (adesso sono decine). E poi c'è In Sardegna Virtual, che ha
ricevuto elogi da tutto il mondo per la qualità dei contenuti
testuali e delle immagini e per la professionalità con cui
è stata convertita in formato digitale, on-line appunto. Ormai
è possibile farsi il proprio itinerario di vacanze
personalizzato, standosene comodi a casa ma connessi in Internet. In
vari Paesi sono già stati inseriti nel circuito anche le
informazioni degli hotel, con la possibilità di prenotazione
on-line. Basterebbe che anche in Sardegna si dedicasse una minima
percentuale di quanto si spende in pubblicità convenzionale e
brochures su carta alla promozione su Internet...
A che punto è la Sardegna per quanto riguarda la ricerca in queste nuove aree
e la diffusione di applicazioni ad esse associate ? Quando saranno accessibili a tutti ?
Da un lato ci sono gli esperimenti che abbiamo iniziato al CRS4 da due
anni, seguiti adesso anche da altri, per esempio da alcuni studenti
del Liceo Scientifico Alberti di
Cagliari e da altre scuole della Sardegna o da ricercatori delle Università
isolane, che con entusisamo contribuiscono ad immettere in rete
materiale didattico e culturale sulla Sardegna. Dall'altro lato
c'è una realtà imprenditoriale nata in Sardegna per
iniziativa dell'editore Nicola Grauso,
Video On Line, che garantisce la
diffusione capillare presso i sardi (e non solo!) della rete
Internet. Poi ci sono gli enti istituzionalmente incaricati di
promuovere il turismo in Sardegna, come pure gli assessorati
competenti. Quindi abbiamo tre momenti: quello della ricerca e della
sperimentazione, quello imprenditoriale ed infine quello
politico-istituzionale. E, mentre i primi due hanno già dato
prova di capacità e di innovazione, bisogna vedere con che
rapidità anche il polo politico-istituzionale saprà
cavalcare questa rivoluzione dell'era digitale. A tal proposito mi
viene in mente una frase emblematica di Nicholas
Negroponte, fondatore del MediaLab presso il MIT di Boston
e uno tra i massimi esponenti dell'era digitale: "Quando una nuova
tecnologia ti rotola addosso, se non fai parte del rullo compressore,
farai parte della strada". E Internet è ben più di una
nuova tecnologia...