INFORMATION TECHNOLOGY

Scienza e Fantascienza?

Pietro Zanarini, Group Leader al CRS4, ci parla del futuro della comunicazione

di Ivan Botticini


Pietro Zanarini è tra coloro che hanno visto nascere il CRS4. Trentotto anni, laureato in fisica a Bologna con una tesi tutta di informatica (la facoltà di Scienze dell'Informazione non esisteva ancora in Italia), ha lavorato per dieci anni al CERN di Ginevra prima di approdare in Sardegna, accettando con entusiasmo la sfida di partecipare alla creazione del CRS4. Inizia con lui il nostro cammino esplorativo verso le nuove frontiere della società del domani.

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Cosa è il CRS4 ?
Il CRS4 è un centro di ricerca internazionale nel campo del calcolo avanzato, ossia nell'utilizzo dei computer per la simulazione numerica, e delle nuove tecnologie quali la visualizzazione scientifica, la multimedialità e le reti di telecomunicazione. Attualmente vi lavorano circa 70 ricercatori, impegnati in varie linee di ricerca il cui comune denominatore è l'utilizzo avanzato dei computers e delle tecniche connesse. Il CRS4 è anche una sorta di ponte tra l'attività di ricerca del mondo universitario e i bisogni dell'industria e dell'imprenditoria moderna.

Come mai in Sardegna ?
Verso la fine del 1989 mi trovavo al CERN, il centro di ricerche di Ginevra diretto dal premio Nobel Carlo Rubbia, quando il direttore della Divisione Computing, Paolo Zanella, mi mise al corrente del progetto della Regione Sardegna di dare vita ad un centro di ricerca. L'idea che era venuta alle autorità politiche di allora (Antonello Cabras in particolare) era quella di creare un centro di ricerche sul calcolo avanzato, attorno al quale fare poi crescere un vero e proprio Parco Scientifico e Tecnologico. Così un giorno al CERN ricevemmo una delegazione di esponenti politici e imprenditoriali sardi, ai quali io ebbi l'onore ed il piacere di mostrare alcune realizzazioni avanzate in campo informatico. Mi ricordo che i miei colleghi erano alquanto increduli sulla possibilità che davvero i politici sardi fossero così lungimiranti e avessero capito che l'unico modo per rilanciare l'economia e lo sviluppo dell'isola fosse quello di investire in intelligenza. Ma devo dire che la scommessa di quei sardi, e di coloro che poi parteciparono alla sua realizzazione nel far nascere e crescere il CRS4, è stata certamente vinta. Pertanto, rispondendo alla sua domanda, il CRS4 è in Sardegna perchè è stato voluto dalla Sardegna.

Come sta evolvendo il mondo della comunicazione e dell'informazione ?
L'informazione che in passato era analogica (un disco al vinile, per esempio) è diventata digitale (un CD-ROM, per esempio). Ciò ha reso possibile la presenza contemporanea di varie forme espressive o media in uno stesso contenitore: testi, immagini, suoni, filmati digitali sono tutti inseribili in un unico CD-ROM. Questo è il concetto di multimediale. Poi si possono collegare con riferimenti (come i rimandi di un'enciclopedia) le varie voci di un documento multimediale: abbiamo la cosiddetta ipermedialità. Infine connettiamo in rete i vari documenti nei computer di tutto il mondo ed abbiamo un sistema altamente avanzato le cui caratteristiche principali sono la ricchezza espressiva dei contenuti (multimedialità), l'interattività (on line con altre persone) e la bidirezionalità (poter leggere ma anche scrivere, ricevere ma anche trasmettere informazioni).

Questo non creerà un ulteriore gap tra i Paesi poveri e quelli ricchi ?
Al contrario. L'intelligenza è uniformemente distribuita in tutto il mondo e, visto che per essere parte di questo nuovo mondo digitale occorrono investimenti inferiori a quelli necessari per costruire le strade, questa volta però strade in cui si spostano dei bit, delle informazioni e non delle persone, possiamo dire che un Paese che sia collegato con le strade degli altri Paesi può senz'altro trarne vantaggi: nel ricevere e nel dare, qualunque cosa che si presti ad essere trasmessa dalla rete, e quindi idee, cultura, letteratura, scienza, intrattenimento, informazione. L'informazione, in senso lato, oggi può essere digitalizzata e trasmessa ovunque quasi istantaneamente. Ciò rappresenta una rivoluzione ben più ampia dell'ultima rivoluzione industriale.

Si arriverà davvero all'integrazione dei vari media ?
Ormai siamo abituati ad informazioni digitalizzate. Per esempio un dischetto per PC che contiene un articolo, una serie di foto sulle nuove macchine fotografiche dotate di Photo CD, un CD-ROM del nostro complesso preferito, un film su LaserDisc. Solo pochi anni fa nessuna di queste forme di informazione raggiungeva il grande pubblico in formato digitale. I testi venivano scambiati su carta, le immagini su pellicole, la musica su dischi al vinile o su audiocassette, i film su pellicole 8mm o videocassette. Allora quasi tutta l'informazione era in formato analogico ed integrare i vari media non aveva senso. Ogni tipo di messaggio o di informazione proveniva prevalentemente da uno specifico media. Adesso che tutto è di fatto convertibile in formato digitale, ossia in bit, in tanti 0 e 1, non c'è più bisogno di utilizzare tanti media diversi: basta un computer, l'oggetto digitale per eccellenza, e la connessione di questo computer con altri computer con cui scambiare dati, sia in ricezione che in trasmissione.

Ma cosa è in realtà Internet ?
Ormai si trovano quasi altrettante definizioni di Internet che dell'amore. È probabile che la Perugina stia considerando la possibilità di produrre degli Interbaci, cioè i suoi famosi baci di cioccolata e nocciola con un bigliettino della serie "Internet è... ". Ormai i libri e le riviste che parlano di Internet abbondano ovunque. Internet non è solo questo mare di informazioni ipermediali che molti sottolineano: Internet è soprattutto la possibilità di comunicazione e collaborazione tra gli esseri umani di tutto il mondo, dove le barriere convenzionali basate sulla distanza, sull'età, sulla razza sono annullate. È la possibilità di sentirsi parte attiva di quel grande organismo vivente che è la terra, l'umanità stessa. E, come le cellule di un organismo, nessuna è indispensabile ma al tempo stesso tutte concorrono alla vita di quell'organismo. Internet non va solo studiata: va soprattutto vissuta.

Alcuni sostengono che Internet è prossima al collasso. È vero ?
Dicevano lo stesso a proposito del telefono... Internet non trasporta carbone o petrolio, che sono risorse finite sul nostro pianeta, ma bit, segnali elettrici. Qualche anno fa questi bit si trasmettevano su cavi di rame, adesso su fibre ottiche che sono molto più capienti del rame, nonchè meno costose e più facilmente lavorabili. Ognuna delle compagnie internazionali di telecomunicazioni che connettono l'Europa con gli Stati Uniti ha posato in fondo all'Atlantico una serie di cavi ognuno dei quali contiene migliaia di fibre ottiche, di cui forse meno dell'1% è attualmente utilizzato. Detto ciò, è chiaro tuttavia che il boom che c'è stato in quest'ultimo anno ha mandato quasi in saturazione i siti connessi con linee relativamente lente.

In cosa può essere utile Internet al Turismo ?
Internet è l'ideale per promuovere la Sardegna a livello mondiale. Due anni fa, a livello sperimentale, al CRS4 abbiamo messo on-line sul World Wide Web alcune immagini dell'ESIT della serie "Sardegna, un mare di... ", con tanto di versione in Inglese ed indirizzo e telefono dell'ESIT. Sappiamo che sono state viste da migliaia e migliaia di persone connesse ad Internet da tutto il mondo. Lo stesso abbiamo fatto con il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari che è stato il primo museo on-line d'Italia (adesso sono decine). E poi c'è In Sardegna Virtual, che ha ricevuto elogi da tutto il mondo per la qualità dei contenuti testuali e delle immagini e per la professionalità con cui è stata convertita in formato digitale, on-line appunto. Ormai è possibile farsi il proprio itinerario di vacanze personalizzato, standosene comodi a casa ma connessi in Internet. In vari Paesi sono già stati inseriti nel circuito anche le informazioni degli hotel, con la possibilità di prenotazione on-line. Basterebbe che anche in Sardegna si dedicasse una minima percentuale di quanto si spende in pubblicità convenzionale e brochures su carta alla promozione su Internet...

A che punto è la Sardegna per quanto riguarda la ricerca in queste nuove aree e la diffusione di applicazioni ad esse associate ? Quando saranno accessibili a tutti ?
Da un lato ci sono gli esperimenti che abbiamo iniziato al CRS4 da due anni, seguiti adesso anche da altri, per esempio da alcuni studenti del Liceo Scientifico Alberti di Cagliari e da altre scuole della Sardegna o da ricercatori delle Università isolane, che con entusisamo contribuiscono ad immettere in rete materiale didattico e culturale sulla Sardegna. Dall'altro lato c'è una realtà imprenditoriale nata in Sardegna per iniziativa dell'editore Nicola Grauso, Video On Line, che garantisce la diffusione capillare presso i sardi (e non solo!) della rete Internet. Poi ci sono gli enti istituzionalmente incaricati di promuovere il turismo in Sardegna, come pure gli assessorati competenti. Quindi abbiamo tre momenti: quello della ricerca e della sperimentazione, quello imprenditoriale ed infine quello politico-istituzionale. E, mentre i primi due hanno già dato prova di capacità e di innovazione, bisogna vedere con che rapidità anche il polo politico-istituzionale saprà cavalcare questa rivoluzione dell'era digitale. A tal proposito mi viene in mente una frase emblematica di Nicholas Negroponte, fondatore del MediaLab presso il MIT di Boston e uno tra i massimi esponenti dell'era digitale: "Quando una nuova tecnologia ti rotola addosso, se non fai parte del rullo compressore, farai parte della strada". E Internet è ben più di una nuova tecnologia...



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