L'INTERVISTA

Luigi Crisponi: un mare di idee

di Pietro Porcella

foto di Marcello Farris


Trentasei anni, nuorese (barbaricino - barbaricino come ama definirsi), Luigi Crisponi è l'uomo nuovo del turismo sardo. Nuovo per modo di dire. Da albergatore pratica già con successo da anni a Su Gologone. È nuovo come personaggio pubblico, da quando l'allora Assessore Marco Marini, nel '93, gli diede l'incarico di "Commissario Straordinario dell'Esit". Lavoratore intelligente e infaticabile, in meno di due anni Crisponi ha reso vivo, attivo e operativo, un ente che per molti versi era stantio, lento, burocratico, ancorato ad un'immagine standard che per decenni era stata esportata senza neanche eccessiva convinzione (mare pulito, un po' di tradizioni popolari e qualche dolcetto tipico; venite d'estate se credete altrimenti stiamo bene lo stesso).

Con la grinta e la testardaggine di chi vuol essere uomo-leader, Luigi Crisponi si è buttato dentro il pentolone dell'offerta turistica sarda e attraverso L'Esit ne ha rimestato e allungato il sughetto, aggiungendoci spezie e sapori che presentano finalmente un'isola appetibile 12 mesi l'anno. Ha fatto creare un nuovo logo ed una campagna pubblicitaria finalmente moderna ed incisiva. Ha attivato i contatti tra i mercati della domanda e dell'offerta con gli utilissimi "work-shop" annuali ed ha soprattutto istituito la "Borsa del Turismo Ambientale", che rappresenterà un importantissimo motivo di richiamo turistico, perché nessun altro posto nel Mediterraneo offre tante e tali possibilità di svolgere attività a contatto con la natura in posti belli come la Sardegna.

Certo di strada da fare ce n'è ancora tantissima, ma proprio per questo Crisponi non canta vittoria, e continua con vigore la strada intrapresa, quale che sia il futuro dell'Esit. Scopriamo meglio, in questa intervista, chi è, e cosa pensa il Commissario (davvero Straordinario?) che ha creato "un mare di Esit".


Chi era Luigi Crisponi prima di lavorare per l'Esit?
Sono cresciuto a Nuoro, dove sono nato il 17 Settembre 1959. Ho conseguito il diploma di ragioniere poi dal 1978 ho proseguito gli studi a Cagliari in Lingue, ma non li ho finiti. Da un istituto tecnico ad una facoltà di lingue.
Assonanza completa, perché studiavo già due lingue, avevo in casa una persona già laureata in lingue, era una strada segnata in famiglia.

I tuoi hobbies ?
Attualmente colleziono modellini di aereoplano, poi la fotografia. In passato praticavo molto sport.Giocavo a pallavolo come alzatore e a calcio come portiere. Ho dovuto abbandonare il calcio per un infortunio. Ho continuato nella pallavolo, sono diventato prima arbitro, poi presidente della commissione provinciale arbitri di Nuoro (ho arbitrato sino alla B nazionale).

Avevi già una passione per il mondo della natura, dell'archeologia o dell'artigianato?
Non particolarmente, anche se credo che tutti quanti in Sardegna subiamo il fascino del nostro ambiente.

Spesso ci rendiamo conto della bellezza della Sardegna quando ne siamo lontani...
Sì è così. Quando la viviamo è un fatto naturale. Poi ci accorgiamo del nostro patrimonio quando vediamo altre cose fuori dall'isola.

Eri già destinato all'azienda di famiglia, all'albergo o avevi altre mire quando hai frequentato l'Università?
Ad essere sinceri, mi affascinava il lavoro di radiocronista sportivo e quello di stewart. Ho lavorato anche in una radio privata di Nuoro.

Finita l'Università hai iniziato a lavorare subito?
Sì, la vicinanza familiare con quella che è diventata la mia famiglia d'adozione ha permesso anche un altro tipo d'incontro: con mia moglie Giovanna. Oltre che col mitico Peppeddu Palimodde inventore di " Su Cologone". Adesso la mia famiglia è completata da mia figlia Camilla che ha 7 mesi e da Talma, una splendida yorkshire di due anni.

Cos'era per te l'Esit prima di divenirne Commissario Straordinario?
Lo vedevo da vicino perché frequentavo da dirigente alberghiero l'ambiente del turismo . Quindi come presidente provinciale albergatori, poi vicepresidente regionale. Apprezzavo i funzionari coi quali collaboravo. Poi la svolta voluta da Marini che mi ha chiamato da esterno (non ero legato a nessun partito). Non me l'aspettavo. Fui chiamato per motivazioni tecnico- professionali, era la prima volta che veniva scelta, negli enti pubblici, una persona non legata al funzionariato regionale. Ho intrapreso questo ruolo con grinta e serenità insieme.

Quali sono stati i primi obiettivi, i primi goals, se vogliamo parafrasare il passato sportivo?
Ho sempre giocato da leader: a calcio da portiere-capitano, che batteva i rigori; a pallavolo da capitano e poi presidente degli arbitri. Il turismo va giocato all'attacco e il mio obiettivo era quello di portare la Sardegna in serie A nell'olimpo del turismo.

Quali sono le cose che hai voluto realizzare subito perché prima non c'erano?
Prima di tutto l'immagine dell'ente. Una riorganizzazione interna con rimotivazione dei funzionari e dei collaboratori. Una riverniciatura verso l'esterno , con un nuovo logo, quello della azzurra Sardegna con la peonia e lo slogan "un mare di vacanze" che potesse riassumere, non l'esistenza di un ente, ma quello di una Regione dalle enormi potenzialità turistiche. Poi la riorganizzazione delle manifestazioni alle quali si partecipava, il colloquio costante con le categorie imprenditoriali del turismo, uno stretto rapporto con l'assessorato regionale del turismo. Ricordo con piacere la collaborazione con Marini, che nel suo lavoro di Assessore ha svolto un lavoro egregio.

Con Aymerich devi invece ancora creare un'intesa?
No, l'intesa è stata immediata come si conviene tra persone di estrazione aziendale e dall'istinto imprenditoriale.A mio giudizio, uno dei meriti maggiori vostri è stato quello di aver creato nuovi spazi non ancora esplorati di turismo legato all'ambiente. Turismo ambientale nel 'fuori stagione'.
La Sardegna aveva al suo interno una serie di prodotti che noi abbiamo canalizzato, immesso e imposto sul mercato (natura- ambiente, tradizioni, archeologia, storia, cultura, gastronomia). Abbiamo cercato di razionalizzare il mercato, abbiamo valutato le richieste esterne ed allo stesso tempo ci siamo resi conto di avere parecchie cose su cui puntare (vela, free climbing, diving trekking ecc.) A questo non si è arrivati sulla base di considerazioni personali ma con ricerche che ci hanno permesso di valutare i desideri dei turisti che arrivano in Sardegna e di quelli che sarebbero voluti venire.

A parte Luglio-Agosto, siamo però ancora a livelli minimi per quanto riguarda gli arrivi in Sardegna nel fuoristagione. Cosa occorre, quanto tempo ci vuole, perché questi progetti decollino?
I grandi numeri non sono facilemnte raggiungibili. Il problema è creare sinergia tra promozione e commercializzazione. Cioè ci deve essere l'imprenditore che vende la sua struttura al fianco di chi promuove l'immagine la turista. Bisogna convincersi che questa terra deve essere orientata al turismo, che dobbiamo attrezzarci, avere strutture adeguate per fare turismo ad alto livello. Tutto è importante, dai trasporti aerei al servizio interno, dal campo da golf alle discoteche al porto turistico. Dipende da noi.

Cultura della gente. Hai l'abitudine di proteggere gli operatori, ma i cittadini normali sono per te operatori di turismo?
Lo sono eccome. È il cittadino che deve produrre calore ed accoglienza, ma va anche stimolato, con una presa di coscienza maggiore da parte di chi lo amministra.

Parliamo di cifre o di percentuali.
Abbiamo circa 7 milioni di presenze verificate. Il vero dato potrebbe essere 13-14 milioni perché ai controlli sfugge il turismo delle seconde case. Il dato importante è che abbiamo invertito una tendenza dal 15-17% siamo passati quest'anno al 22- 23% per quanto riguarda il turismo straniero, oltretutto in un periodo di spalla utile per accrescere le presenze. Abbiamo riconfermato gli italiani che stavano abbandonando la Sardegna per altre mete. Siamo fiduciosi per il futuro. Sul mercato estero, l'incremento maggiore viene soprattutto da quello austriaco che va ad aggiungersi a quelli già forti tedesco e svizzero. Mentre assicurano buone presenze Francia e Inghilterra.

Abbiamo mai pensato ai giapponesi o agli americani?
I giapponesi non arriveranno mai in Sardegna, se non di passaggio attraverso Roma, Firenze, Venezia che sono le mete culturali per eccellenza. Si può lavorare in quel senso, ma non sono quelli i grandi numeri sui quali possiamo puntare ora.

Qual è il budget che l'Esit gestisce ogni anno? e come lo spende?
È pari al 7-8% delle altre regioni dei campi concorrenti, come Trentino e Valle d'Aosta. Abbiamo istituzionalmente tre compiti: promozione, pubblicità, assistenza agli operatori. Il budget viene diviso in questi tre settori. Assistenza cioè accoglienza, sostegno alle iniziative in loco. Promozione sotto forma di fiere, mostre, serate, manifestazioni in Italia e all'estero. Pubblicità vera e propria, quindi marketing, comunicazione: spot, cartellonistica, affissioni, carta stampata. Siamo diventati degli scienziati del bilancio e attraverso un utilizzo rigoroso, una centellinazione delle risorse a nostra disposizione abbiamo svolto una notevole mole di lavoro.

Qual è lo stipendio di Luigi Crisponi per fare il Commi dell'Esit? Si può dire?
Certo che si può dire. 2.630.000 lire, mensili, ovviamente.

Giustifica il lavoro fatto? Oppure la passione e l'immagine che se ne ricava giustificano questo incarico?
Questa è un'indennità di carica, sicuramete non adeguata rispetto alle responsabilità. Lo ritengo comunque un'aspetto secondario per l'importanza dell'incarico.

Fisicamente ci sono dei momenti in cui pensi di non reggere questo ritmo?
No. A 35 anni non è possibile pensarlo.

L'età, l'aspetto, la voce, la tua immagine personale in genere, sono elementi che influenzano nei rapporti con gli altri?
Credo contino molto di più le idee e i fatti.

Questo Ente va sciolto o riformato?
Non ho dubbi, riformato! O meglio riorganizzato rendendolo più snello ed agile. Insomma più funzionale ai tempi attuali. È già un ente moderno con elevate professionalità al suo interno. Diciamo che andrebbe sburocratizzato. Chi oggi ne chiede lo scioglimento fa a mio giudizio pura demagogia oltre che confusione sul ruolo stesso dell'Esit.

"Sardegna a numero chiuso" durante un convegno ad Alghero è stata fatta questa proposta che cos'era, un'idea, una provocazione?
Una provocazione. Ma tutto rimane come prima. Aristocratica illusione l'ho chiamata. Chiudere la Sardegna è impossibile. perché chiude in attivo con i numeri, ma ha un indice di occupazione molto basso. Questo è assurdo. Forse in alcuni posti che in determinati periodi dell'anno non reggono l'afflusso improvviso di turisti.

Se non fossi sardo per cosa verresti in Sardegna?
Per una donna sarda.

Per che cosa dovresti fuggire dalla Sardegna, oppure dove vivresti se non dovessi vivere in Sardegna?
Non ho né la volontà né l'esigenza di vivere altrove.

Cosa invidi ad altri posti che hai visto?
Mi piace l'organizzazione burocratica della Germania e dell'Austria. Per fattori ambientali e climatici potrei ammirare la Polinesia, ma stiamo benissimo qui. Siamo dei privilegiati a vivere in Sardegna.

C'è qualcosa in questi due anni di Esit che hai sbagliato o che avresti voluto fare e non hai fatto, o non hai completato?
Sbagliato no. Diciamo che per questioni di bilancio non ho potuto fare alcune cose. Tra le altre un'idea straordinaria che discuterò fra non molto.

Seconde case, brutte, cattive, portano via lavoro agli operatori, non sarebbe il caso di creare compromessi in modo da ricondurre coloro che le utilizzano ad utilizzare le strutture agli alberghi e i loro servizi?
È stato approvato recentemente un disegno di legge di riordino dell'intero settore extra-alberghiero. Il rigore nella sua applicazione consentirà la sua razionalizzazione anche ai fini di mercato.

Sport e turismo nella maggior parte dei paesi del Mediterraneo vanno a braccetto. In Sardegna lo si capisce solo adesso. Come mai?
Io ho creduto molto in tre branche dello sport legate al mare, abbiamo sostenuto ed in qualche caso anche inventato manifestazioni che legassero sport, mare e turismo. Mi riferisco alla vela, al windsurf e soprattutto ad una cosa che penso rappresenti lo scenario futuro: il turismo subacqueo (diving). Il mare non può restare bello e basta il mare va utilizzato per quello che può dare in tutte le sue forme.

A Milano nella conferenza stampa della BIT è stato anunciato il giro della Sardegna in barca a vela. Cosa sarà?
Un buon mix tra turismo e agonismo.

Sempre a livello naturalistico la Sardegna ha dei posti tra i migliori d'Europa per quanto riguarda free climbing e (hiking?).
Siamo già intervenuti, adesso realizzeremo una serie di sentieri coincidenti con le fermate del trenino verde.

Il rapporto con le altre regioni italiane: collaborazione, contrasti.
Attraverso l'Enit (ente nazionale del turismo) avviene la collaborazione. La collaborazione la troviamo non in regioni concorrenti, ma complementari, esempio la Valle d'Aosta alla quale anzi ci possiamo rivolgere per il loro mercato interno e viceversa. D'altronde proprio le regioni del centro-nord sono i nostri bacini d'utenza.

La rotta dei Fenici è uno di quei percorsi che potrebbero essere seguiti da utenti medio-alti: americani, giapponesi, europei che vogliono scoprire la Sardegna. A che punto è il progetto?
È un progetto al quale partecipiamo perché titolari di bellezze già note da tempo (Nora, Tharros e Sant'Antioco). È un progetto che ha il patrocinio della presidenza del consiglio dei ministri. Ho suggerito che questo tipo di rotta potesse essere utilizzato dalle compagnie che fanno crociere. Quindi turismo con valenza culturale: il nostro messaggio.
Il fatto che abbiamo inventato un' operazione di restauro del Nuraghe Mannu du Dorgali, dove le persone che hanno operato il restauro si sono praticamente pagate il lavoro, soggiornando nell'isola e creando indotto, senza intervento economico della Regione o dell'Esit è un fatto al quale teniamo molto. Lo rifaremo anche quest'anno: quindi indotto turistico e recupero culturale.
Nei mesi di ottobre le sovrintendenze archeologiche di Sassari e Nuoro saranno protagoniste del recupero di un naviglio storico sommerso dinanzi all'isola di Tavolara.

Capita spesso di visitare nuraghi che non hanno neanche un cartello davanti di chi è la colpa?
C'è un progetto anche per questo.
Sono stati censiti nelle vie di grande comunicazione almeno 250 siti archeologici di un certo livello. Si procederà alla indicazione e segnalazione con note informative di queste emergenze. È questo un ulteriore passo verso la comunicazione turistico-culturale.