Partendo dal paese di Buggerru, si sale, per mezzo di una strada
abbastanza ripida, verso l'altopiano di Pranu Sartu. Una volta in
cima, siamo accolti da numerosi ruderi di casolari e grandi cumuli di
rocce frammentate, che denunciano una passata attivitá
mineraria.
Ma, a parte questi pochi segni dell'uomo, il colpo d'occhio che si
gode dall'alto è veramente spettacolare. Da una parte
un'architettura pressochè ininterrotta di falesie tormentate
che, come una ciclopica bastionata, si protende a picco sul mare,
dall'altra il paese di Buggerru, quasi rannicchiato fra due alti
promontori e con davanti un'ampia cala sabbiosa con porticciolo.
Evidenti, ovunque nel calcare, i ricchi affioramenti di calamina sui
quali, alla fine del secolo scorso, appuntó la sua attenzione la
Societá Malfidano per l'estrazione dello zinco.
L'attivitá estrattiva portó nella zona una
prosperitá effimera, sacrifici, fatiche improbe e, purtroppo,
anche lutti. Il 4 settembre del 1904 Buggerru salí, infatti,
alla ribalta della cronaca nazionale, a causa di uno sciopero, indetto
dai minatori, per protestare contro le condizioni di sfruttamento e
disagio a cui erano sottoposti. I soldati, chiamati dalla direzione
della miniera, spararono contro gli scioperanti e l'epilogo di quella
protesta fu di tre morti e diversi feriti. Una lapide e tre
drammatiche sculture di Pinuccio Sciola ricordano, nella piazza
antistante il porticciolo, quei tragici avvenimenti.
Chiuse le miniere, è il turismo che, oggi, fa timidamente la sua
comparsa. Su questa splendida costa, e in particolare sul litorale di
Portixeddu, si è polarizzata, infatti, l'attenzione di diversi
imprenditori, soprattutto della penisola, che hanno lanciato proposte
di valorizzazione turistica.
Memori delle orribili colate di cemento con cui altre localitá
costiere sono state "valorizzate", è sperabile che questi piani,
se attuati, tengano nel dovuto conto la salvaguardia e il rispetto di
tale patrimonio paesaggistico.
A tal proposito, è da incoraggiare un interessante progetto che l'amministrazione comunale vorrebbe realizzare: ovvero il recupero e riutilizzo, a scopi turistici, dei vecchi edifici e degli impianti minerari e, in particolare, il ripristino di una vecchia galleria, per un percorso panoramico in trenino, sul costone che domina il paese. E' auspicabile, perció, che si trovino i finanziamenti per l'attuazione di tali progetti. Continuando nel nostro itinerario, oltrepassato Pranu Sartu, si prosegue fino ad arrivare a Cala Domestica.
Questa splendida localitá marina è incassata fra due promontori ricoperti da rigogliosa macchia mediterranea. Cisti, ginepri, ginestre formano una singolare tavolozza che contrasta vivamente con il biancore delle dune retrostanti,le folate di maestrale rompono, insieme alle grida rauche dei gabbiani, il silenzio irreale. Anche qui, all'estremitá della spiaggia, vestigia di magazzini minerari, brandelli di muri e resti di arcate corrose che, sorprendentemente, s'integrano senza stonare nel paesaggio.
Sulla sommitá del promontorio una vecchia torre, una delle tante
che caratterizzano il paesaggio costiero sardo, si erge solitaria,
muta testimone di remote scorrerie arabe e barbaresche che, per
secoli, bersagliarono le nostre coste e durante le quali la
popolazione locale veniva rapita per essere venduta come schiava.
Attraverso un tunnel artificiale praticato nella roccia si accede ad
una spiaggia piú piccola, ma non meno incantevole, che gli
autoctoni chiamano "La Caletta", all'interno della quale si scorge il
letto asciutto di un torrente, quasi sempre in secca.
Piú avanti di Cala Domestica due localitá di suggestiva e selvaggia bellezza: Portu Sciusciau e Canal Grande, quest'ultima conosciuta in particolare per i fossili fra, i quali le trilobiti; e, per questo motivo, purtroppo spesso frequentata da personaggi che, senza alcun riguardo, vanno ad asportare reperti. Anche questo lembo di costa è caratterizzato da aspre falesie modellate dagli agenti atmosferici e dal mare; ed appunto il mare, con la sua azione erosiva, ha scavato una piccola ma graziosa grotta: la Grotta Azzurra entro la quale l'acqua marina penetra liberamente.
Ma questo rincorrersi di anfratti, strapiombi e pinnacoli di pietra è interrotto, a nord di Buggerru, da imponenti formazioni dunali, imbrigliate a fatica con la messa a dimora di numerosi pini domestici che hanno fermato l'avanzata della sabbia verso l'interno. Parallelamente alla costa, si snoda una strada asfaltata con ampi parcheggi, separata e protetta dalla spiaggia da lunghi paraventi di canne, oltrepassati i quali la visuale si allarga nell'ampio litorale di Portixeddu solcato, per buona parte, dall'ultimo tratto del Riu Mannu che, con andamento sinuoso, si fa largo faticosamente fra le dune per unirsi al mare.