I Bizantini, nell'VIII secolo d.c. sono costretti ad abbandonare il controllo della Sardegna, che così è costretta a difendersi da sola dalle feroci incursioni delle flotte saracene.
L'Arconte di Sardegna comandava allora l'Esercitum Sardiniae. Da
Cagliari, la guarnigione difendeva tutto il Golfo degli Angeli dalle
continue scorribande dei pirati saraceni provenienti dall'Africa. Per
controllare maggiormente l'isola, l'Arconte di Sardegna decise di
dividere la Sardegna in quattro zone e le affidò al controllo
di quattro "Judex". Con il passare del tempo queste zone divennero
autonome ed indipendenti. Nascevano così i Giudicati di
Cagliari, Thorres, Gallura ed Arborea.
Per difendere quest'ultimo dal Giudicato di Cagliari, i giudici arborensi costruiscono una serie di fortificazioni e castelli lungo i confini del giudicato.
Il più importante è sicuramente il Castello di Arcuentu che dominava ad Est il Campidano e ad Ovest la costa del Golfo di Oristano. Oggi esistono ancora alcuni resti del castello e delle mura, costruite per proteggere i pochi accessi naturali, testimoni silenziosi della storia del libero e democratico giudicato d'Arborea.
Il Monte Arcuentu si presenta come un imponente torrione isolato, dalle pareti verticali. La sua origine risale con tutta probabilità all'era terziaria da attività vulcaniche con lave andesitiche e trachitiche.
Salire a Monte Arcuentu è un'esperienza
entusiasmante. Dalla sua sommità si può infatti godere
di una visuale unica. Si può spaziare sulla costa, dalla
penisola del Sinis all'isola di San Pietro. All'interno si domina
tutto il Campidano, dal Golfo di Oristano sino a Cagliari, con i
rilievi del centro-sud dell'isola, dal Montiferru (itinerario del
numero precedente) a Monte Grighine e Monte Arci, dalla Giara
(itinerario del numero 6/7), al Gennargentu, i Sette Fratelli ed il
Monte Linas.
A Nord il paesaggio è molto vario e presenta tutta una serie di picchi irregolari con curiose formazioni di andesiti cosiddette a "lama", che affiorano dalle vulcaniti trachitiche come enormi lame di coltello.
A Sud invece le colline sono ricoperte da macchia mediterranea e sono attraversate da profondi canaloni che scendono verso il mare. In questa zona vivono numerosi esemplari di cervo sardo, fortunatamente protetti e controllati.
Con un buon binocolo, e una buona dose di pazienza è possibile osservare numerose specie di animali nel loro habitat naturale. Di buon ora non è difficile scorgere cinghiali, volpi, martore, donnole e lepri. Di giorno invece è più facile vedere falchetti, upupe, ghiandaie, corvi imperiali e poiane.
È sicuramente curioso poi, osservare dall'alto il lento e paziente lavoro dei pastori che abitano questi luoghi da generazioni. Un incontro con la loro sincera ospitalità è sempre una esperienza positiva. Sono comunque molte le cose curiose su questo particolare monte . Le rocce scolpite dal tempo, le piante modellate dal vento, la profondità del panorama e il grande silenzio che spinge, al rispetto e alla meditazione.
Come arrivarci.
Da Cagliari-Sud Sardegna
Si percorre la SS 131 per circa 44 Km uscendo a Sanluri (seconda deviazione) e seguendo le indicazioni per S.Gavino e Guspini.
Da Oristano-Nord Sardegna:
Si percorre la SS 131 uscendo, dopo Oristano, per Marrubiu e proseguendo per Terralba, San Nicola Arcidano e Guspini.
A Guspini si seguono le indicazioni per Montevecchio. Passando attraverso le strutture minerarie abbandonate, la strada in salita termina nel paese, davanti ad un bivio. A sinistra si entra nell'abitato, mentre a destra i cartelli indicano Piscinas e Costa Verde. In questa direzione dopo meno di 7 Km inizia la pista che porta ad Arcuentu.
Lunghezza percorso: Km 6 Dislivello: 490 mt (294-784 mt slm.) Tempo di percorrenza: circa 4 ore Difficoltà: minime Escursioni guidate: 070/9364205
Cominciamo la nostra escursione sulla pista che sale sul lato sinistro del canale. Troviamo subito due cancelli per la delimitazione dei pascoli, che avremo cura di aprire e richiudere bene. La macchia è molto, composta in gran parte da fillirea, lentisco, ginestra, perastro, cisto, olivastro, caprifoglio, salsapariglia ed altre essenze mediterranee. Uscendo dalla macchia si sbuca in una spoglia radura proprio di fronte a Monte Arcuentu.
La pista che si trova è abbastanza ripida e sale sino al varco di una recinzione, ricongiungendosi poi con un altro percorso chiuso. Salendo troviamo anche una modesta cappella. Tra gli alberi, più avanti, un piccolo altarino dedicato a Nostra Signora di Arcuentu. Dietro l'altarino, sul punto più alto di Monte Arcuentu, si trova un grande crocifisso in piombo. Davanti all'altarino, tra i grossi lecci, sono ben visibili i resti del Castello del X-XI sec., costruito dai Giudici di Arborea. Ai non esperti consigliato comunque di non andare mai da soli.
Anche un piccolo incidente, soprattutto in alcuni punti particolari, può essere pericoloso per la propria sicurezza. Inoltre è buona norma farsi riconoscere e render nota la propria presenza agli abitanti dei numerosi stazzi della zona.