TURISMO

Monte Arcosu

Compie 10 anni la più grande riserva naturale del WWF

di Giuseppe Giuliani

foto di Carlo Murgia


A poca distanza da Cagliari un oasi, protetta ed ancora incontaminata, regno incontrastato del cervo sardo, meta di un sempre crescente numero di visitatori e studiosi

img Tremila ettari di terra incontaminata. Una natura rigogliosa, habitat naturale degli ultimi esemplari del cervo sardo. Una ricchezza riservata a pochi. L'area, tutt'attorno al Monte Arcosu, a pochi chilometri da Cagliari è infatti di proprietà di una società immobiliare di Milano che dopo alcuni tentativi di farla fruttare decide di metterla in vendita.

È il 1985. Esiste dunque il fondato pericolo che qualche speculatore acquisti la zona, magari per costruirci un mega insediamento alberghiero. Il Wwf, fiutato il pericolo di una disastrosa colata di cemento, nonostante un malcelato scetticismo da parte di numerosi soci, spaventati dal costo dell'operazione, avvia una sorta di sottoscrizione popolare e richiede un finanziamento alla Comunità Economica Europea. L'obiettivo è quello di raccogliere circa 600 milioni di lire. Somma che consentirebbe l'acquisto del terreno. La sottoscrizione popolare va oltre ogni più rosea previsione, così i 300 milioni messi a disposizione dalla CEE consentono di affrontare i costi di gestione del primo anno. Nasce così, l'oasi naturale di Monte Arcosu. A distanza di dieci anni, l'oasi è adesso compresa nell'area dell'istituendo Parco del Sulcis ed ha già raggiunto alcuni importanti obiettivi, primo fra tutti, quello della conservazione e riproduzione del cervo sardo, passato dagli allora 80 esemplari agli attuali 250. "Nel 1985 la zona è già controllata dal Wwf- racconta Carlo Murgia, direttore della riserva- in quanto area in cui vive il cervo sardo, specie che assieme alla foca monaca e all'avvoltoio, viene tenuta in grande considerazione. Risale, infatti, al 1966 la prima spedizione del biologo inglese Jenkins, per seguire da vicino il comportamento di questo superbo animale.

Il costo elevato dell'operazione aveva creato parecchi dubbi sull'acquisto dell'area, ma il successo della sottoscrizione popolare e il contributo della Comunità Economica Europea, convinsero anche i più scettici".

Con i suoi 3.000 ettari, la riserva naturale del Monte Arcosu è già la più grande oasi italiana, ma potrebbe crescere ulteriormente, in quanto è già stato individuato un altro bosco, per certi aspetti ancora più bello, dietro Monte Lattias, la cima più alta della zona con i suoi 1.086 metri. Sono altri 600 ettari che il Wwf intende acquisire. Una riserva immensa, se si considera che esistono dei parchi nazionali in altre zone europee, come ad esempio in Inghilterra, che non superano i 1.000-1.500 ettari di estensione.

I primi interventi concreti apportati dal Wwf nell'oasi di Monte Arcosu, sono stati compiuti quasi esclusivamente contro il bracconaggio. Una lotta durissima che purtroppo, nonostante gli sforzi compiuti, non è stata ancora vinta.

Le guardie del Wwf ritrovano purtroppo di frequente carcasse di cervi e cinghiali morti, vittime delle trappole sistemate dai bracconieri. Questo nonostante un controllo costante anche se non capillare.

Sconfitta invece l'uccellagione, ma i lacci costituiscono un'insidia costante per tutti gli animali.

I visitatori sono in costante aumento, anche se l'intera zona necessità di nuove infrastrutture, come un apposito ed attrezzato centro di visite guidate. Sono, invece, già in cantiere la costruzione di un museo e di un recinto attorno alla collina, in prossimità dell'ingresso, dove verranno trasferiti i daini e i mufloni, in modo tale che la gente abbia subito la possibilità di vedere gli animali.

"In questo modo - aggiunge Carlo Murgia - solo i più interessati saliranno sino al rifugio e magari per limitare il traffico organizzeremo un servizio di trasporto interno consentendo l'accesso libero solo a biciclette e cavalli".

Esiste poi un particolare progetto triennale che prevede la pulizia del sottobosco e la creazione di nuove radure. Contemporaneamente verrà anche sviluppata la parte riguardante la ricerca. Tramite dei radiocollari sarà infatti possibile seguire gli spostamenti dei cervi. Attualmente lo stesso tipo di ricerca con il radiocollare permette di studiare il comportamento del gatto selvatico, una specie tipica che in Sardegna si trova solo sul Gennargentu e a Monte Arcosu. Non bisogna infine dimenticare che l'oasi naturalistica rappresenta anche un indotto ed una fonte di lavoro per diverse persone tra dipendenti, guardie con funzioni polivalenti, e collaboratori saltuari, falegnami, fabbri e artigiani in genere. Il territorio della riserva ricade per il 90 per cento nel comune di Uta. Il restante è suddiviso tra i comuni di Assemini e Siliqua. Esistono indubbiamente anche delle situazioni di conflitto nei rapporti coi comuni, soprattutto quando all'interno delle varie giunte prevalgono gli interessi della componente venatoria. Non ci sono problemi, invece, per quanto riguarda il Parco del Sulcis: "La realizzazione di un Parco funzionante - sottolinea il direttore dell'Oasi - non potrà mai creare dei problemi, in quanto la riserva potrebbe tranquillamente essere compresa all'interno del territorio, come zona di particolare protezione. Oppure sull'esempio di una situazione analoga verificatasi in Spagna, il Wwf potrebbe cedere l'Oasi al governo avendo esaurito, a quel punto il proprio compito che è, ricordiamolo, quello di sensibilizzare, per creare una cultura ambientale. Quale conclusione migliore della creazione di un parco si potrebbe auspicare ?".


Cos'è il WWF

Il Wwf, (World Wildlife Fund), è la più grande organizzazione mondiale per la conservazione dell'ambiente. Opera in 28 nazioni, dove promuove attraverso campagne di raccolta fondi, progetti di conservazione ed educazione ambientale. Dal 1961 il Wwf internazionale è intervenuto in oltre 130 paesi di tutto il mondo per promuovere e sostenere la creazione di aree protette e per salvare animali e piante in estinzione.


L'Oasi di Monte Arcosu

Si trova nella Sardegna sud-occidentale nel territorio di Uta, Assemini e Siliqua.

Come si arriva:
Da Cagliari si prende la strada statale 195 in direzione di Pula. Al km. 8.700 si gira per la strada consortile e dopo circa 7 km si prende la seconda strada ovest e si arriva sino alla valle del Rio Guttureddu. L'asfalto stradale è stato recentemente ultimato. Superata la chiesetta di Santa Lucia si svolta ancora a destra e seguendo le indicazioni si arriva così all'ingresso dell'Oasi percorrendo un tratto di sterrato.

È possibile visitare l'Oasi tutto l'anno ad esclusione dei mesi di agosto e settembre, periodo in cui avviene il censimento del cervo. La riserva è dotata di una foresteria, con 15 posti letto, che può essere affittata per brevi soggiorni al prezzo di lire 20.000 a persona.

Per accedere all'Oasi si paga un biglietto d'ingresso di 5.000 lire. L'ingresso è invece gratuito nella "Giornata dell'Oasi", quest'anno ad ottobre e inoltre per i residenti nei comuni di Uta, Assemini, Siliqua e Capoterra.

Per informazioni:

Cooperativa Sardegna Ambiente
tel. 070/9245471 - 0336/866960



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