INFORMATION TECHNOLOGY

Antenne a confronto

Il parere di Antonio Costantino e Michele Soru, direttori di Sardegna Uno e Videolina

di Antonello Aime


Televisioni locali. Le due principali emittenti regionali tra passato e futuro. Esperienze, paure e speranze a confronto

Una evoluzione continua, seguendo i gusti e le richieste del pubblico. Un occhio rivolto alle reti nazionale ed un altro inevitabilmente alle ridotte disponibilità finanziarie rispetto ai grandi network, con un mercato pubblicitario condizionato dalle continue fluttuazioni della nostra divisa e dalla grave recessione regionale. Videolina e Sardegna Uno, tra alti e bassi rappresentano comunque i due poli televisivi più seguiti e professionali della Sardegna. Una sfida continua a colpi di palinsesti, indagini d'ascolto e spot ma sempre nel massimo rispetto e nel buon gusto. Accerchiata dalle nuove frontiere della telecomunicazione, la televisione, come la radio e la carta stampata stanno cercando nuovi input per superare la crisi. Vediamo come...


ANTONIO COSTANTINO

img Qual'è stata l'evoluzione della televisione da vent'anni a questa parte?
Sono stati fatti certamente dei grossissimi passi avanti perché chiaramente ci si è dovuti adeguare a quella che è stata l'evoluzione a livello nazionale. L'avvento delle reti Fininvest ha un rivoluzionato e dato un vivace scossone al panorama televisivo. Non dico che l'abbiano migliorato. Anzi, in qualche caso e per certi versi l'hanno addirittura peggiorato, visto che poi, per combattere la guerra dell'audience anche la Rai e le altre emittenti locali non hanno più puntato sulla qualità dei prodotti e dei programmi. La televisione è diventata ormai una merce da propinare a tutti i costi e poco si bada invece alla sostanza delle cose, a fare dei programmi che possano essere visti dalla gente in maniera sicuramente diversa. Si fanno solo giochi, quiz, cose erotiche e varietà squallidi. Ritengo sia peggiorata non migliorata. In passato, se si ha modo di vedere dei programmi di 20 anni fa, ci si accorge che la qualità era molto diversa da quella di oggi. Vi è stata una notevole evoluzione tecnica con delle grosse novità. Però la qualità, considerato che la televisione entra in tutte le case e che la vedono soprattutto anche i bambini, non mi sembra sia cresciuta.

E in Sardegna ?
Anche la Sardegna ha subito questi condizionamenti anche se per la verità devo dire che sia da noi che nel resto d'Italia alcune emittenti riescono a fare ancora delle buone trasmissioni. Qui in Sardegna ad esempio sia noi che Videolina, soprattutto per quanto riguarda l'informazione facciamo delle cose accettabili. Noi infatti non abbiamo trasmissioni di varietà. Come Videolina non abbiamo quiz o programmi con giochi. Puntiamo molto sull'informazione e questo credo che ci gratifichi in tutti i sensi. Chiaro che non siamo soltanto noi a fare informazione ma ho potuto constatare che in Italia sono veramente poche le emittenti che puntano su questo fondamentale e delicato settore.

Ritiene che la Sardegna sia un'isola anche nel settore della telecomunicazione o dell'informazione ?
"Non completamente. Nel senso che ci sono avvenimenti recenti che ci inducono a pensare di no. Però sicuramente subiamo questo effetto per quanto riguarda l'immediatezza e la conoscenza delle cose. Siamo tagliati fuori per diverse cose mentre per altre abbiamo non poche difficoltà per realizzarle. Ma non mi sento comunque di dire in tutta sincerità, che la Sardegna sia tagliata fuori. Dipende molto anche dagli uomini e dalla volontà di realizzare determinate cose. Certe volte basta seguire l'andamento del mercato per non essere isolati.

In questo periodo di crisi conclamata, con lo spettro della disoccupazione che avanza e con la paura del futuro esistono dei problemi anche per chi lavora nel vostro settore ?
Per quanto riguarda questi aspetti, sicuramente dei problemi li abbiamo, anzi grossi problemi. In altre regioni però stanno decisamente peggio di noi. Subiamo più di altri la crisi economica, che negli ultimi due anni si è fatta sentire in modo particolarmente pesante, producendo naturalmente dei danni anche nell'emittenza televisiva locale. Da noi qualche emittente ha chiuso o sta per chiudere. Ormai sul mercato in Sardegna rimangono quattro televisioni regionali o poco più. Non credo ci sia spazio per molti altri.

Su queste prospettive quale può essere il futuro della telecomunicazione ?
Io sono un profondo sostenitore delle televisioni locali. Nel prossimo futuro mi auguro che si realizzino due grosse reti regionali con delle altre realtà locali. Mi riferisco ai grossi centri o a realtà intercomunali. Un discorso che dopo tutto sta avvenendo anche nel campo della carta stampata. Io penso che questa rivoluzione possa avvenire anche nelle televisioni. Ci credo da tanto tempo ed ho consigliato spesso anche gli imprenditori in questo senso. Anziché fare televisioni regionali bisogna fare televisioni locali, ma molti non mi hanno ascoltato. Non ci sarà mai un mercato per più di due televisioni regionali. Sarebbe la fine per tutti.

Parliamo adesso di Sardegna Uno ....
Sardegna Uno ha subito parecchie traversie dalle quali si è però ripresa e credo di poter dire che dal punto di vista qualitativo sia una delle migliori in Italia. Credo di non esagerare dicendo questo, ovviamente nel campo dell'emittenza televisiva regionale.
Certamente abbiamo fatto dei grossi passi avanti. Abbiamo fatto delle scelte che hanno puntato soprattutto sulla qualità, tant'è che il nostro target purtroppo, dico purtroppo perché abbiamo bisogno anche di numeri, è un target medio-alto. Sono ascoltatori con un certo titolo di studio e che seguono un certo tipo di programmi. Naturalmente noi vorremmo che ci seguissero anche gli altri. Ci stiamo impegnando molto per questo, facendo cose più accessibili a tutti, non stupide, ma in modo da allargare la nostra base di ascoltatori. Per il futuro stiamo dando alcuni segnali. Noi siamo stati i primi in Sardegna a usare il satellite i primi in Sardegna ad usare le fibre ottiche. Ci stiamo muovendo anche noi per far sì che le nuove tecnologie entrino in una piccola televisione locale. A settembre vi posso anticipare che avremo le nostre redazioni periferiche collegate in ISDN con un sistema non come quello precedentemente, abbastanza costoso, ma con un altro sistema che abbiamo già avuto modo di sperimentare e sul quale stiamo lavorando insieme alla Telecom Italia. Da settembre metteremo in atto queste nuove iniziative legate alla comunicazione via cavo.


MICHELE SORU

img Qual'è stata l'evoluzione della televisione da 20 anni a questa parte?
Siamo partiti da tempi in cui la televisione locale era considerata pirata, fuorilegge. Quasi nussuno allora credeva che la televisione privata potesse avere un futuro, che andasse avanti per la sua strada. Eppure oggi, dopo 20 anni, la televisione privata è arrivata dove è arrivata, con un livello tecnico e professionale pari se non superiori alla cosidetta televisione pubblica. Le televisioni private o locali fanno un servizio diverso e sicuramente più capillare. Molta acqua è passata sotto i ponti dai primi periodi pionieristici. Molte cose sono cambiate, tra le quali la stessa televisione, intesa come semplice elettrodomestico. E' entrata in tutte le case, migliorando certamente la vita e la cultura dei cittadini. Dopo tutto basta pensare a quando la televisione di stato mandava in onda appena 4 o 5 ore di programmazione, mentre adesso quasi tutte le emittenti mandano in onda i loro palinsesti 24 ore su 24.

E in Sardegna...
La televisione ha avuto un ruolo importantissimo. Videolina compie 20 anni di vita ed ha continuamente offerto un prodotto che senza falsa modestia non ha uguali come informazione. La nostra emittenta ha infatti sempre puntato sull'informazione e sulla cultura, seguendo passo dopo passo tutti gli avvenimenti che si sono succeduti in Sardegna. Il mercato purtroppo non offre molte possibilità. Esiste una forte recessione. Le aziende isolane sono in sofferenza e l'assistenzialismo regionale è praticamente finito. Esistono troppe televisioni rispetto a quello che offre il mercato. La legge Mammì inoltre si è dimostrata molto fumosa. Secondo me in Sardegna esiste lo spazio per una grande televisione regionale. Al massimo per due. Dopo tutto in Italia, televisioni private, organizzate come Videolina, ne esistono veramente poche.

Ritieni che la sardegna sia un isola anche nel settore della telecomunicazione o dell'informazione?
Possiamo considerarci un isola solo perchè ci occupiamo, inevitabilmente, delle questioni che ci riguardano. Quelle di casa nostra. E' inutile preoccuparci di cose che riguardano l'Italia. Esiste una realtà regionale che deve essere curata per dare al telespettatore sardo un prodotto qualitativamente valido. Non è un problema di target ma di scelte ben precise. Più in generale non credo comunque che la Sardegna sia un isola anche nel campo dell'informazione o delle telecomunicazione. Anche i mezzi tecnici, le macchine e gli strumenti sono ormai standardizzati in tutta Italia.

In questo periodo di crisi, con lo spettro della disoccupazione e la paura del futuro, 3esistono dei problemi anche nel lavoro nel vostro settore..
Certo, la crisi è uguale per tutti. Il mercato regionale è quello che è. La depressione sta colpendo tutti i settori produttivi compreso anche il nostro, quello televisivo. Videolina, che fa parte di un consolidato gruppo editoriale, quello di Niky Grauso, ha risolto alcuni problemi, come quello di un certo sovraffollamento, con qualche spostamento di personale in altre aziende. Niente di traumatico comunque. Si è semplicemente provveduto a spostare qualche pedina in altre aziende del gruppo, senza quindi ricorrere, come sono state purtroppo costre a fare altre aziende, dei licenziamenti traumatici. Forse adesso ci sarà la necessità di effettuare qualche altro spostamento, qualche riassestamento, ma niente di particolare. La nostra è una azienda solida e per fortuna sana.

Su queste prospettive quale può essere il futuro delle telecomunicaziuoni?
Sicuramente stiamo andando verso un rinnovamento radicale. Le reti telematiche sono entrate di prepotenza anche nel nostro specifico settore. Anni fa tutto questo sembrava impossibile eppure adesso, con l'esperinza di Video On Line ci siamo accorti che anche nel settore televisivo sarà possibile sfruttare le nuove tecnologie. Non è improbabile tra tra breve la gente, da casa, usando una semplice linea telefonica, decida cosa guardare, in quale lingua ed in quale parte del mondo. Sarà l'utente comunque a decidere il nuovo mercato ed a fare la domanda e l'offerta. Ormai l'etere sta per essere superato. Satelliti, fibre ottiche, teleimmagini ed Internet, saranno i nuovi sistemi utilizzati per la televisione.

Parliamo adesso di Videolina...
Videolina, continuerà a fornire ai sardi informazione. Certo, bisognerà migliorare alcune cose, verificarne delle altre, ma tutto sommato rispettiamo una linea editoriale ben precisa, seguendo soprattutto gli avvenimenti e cercando diu riproporli allo spettatore. In programma abbiamo anche nuovi programmi ed altre idee. Questo per offrire una vasta gamma di prodotti, adatti a tutte le età ed a tutte le fasce di ascolto. Sono sicuramente ottimista nel futuro e non potrei certo fare diversamente. La Sardegna prima o poi uscirà da questo torpore che la sta distruggendo. Prima o poi l'economia e la vita dei sardi miglioreraà e noi con loro.



English Version