Una evoluzione continua, seguendo i gusti e le richieste del pubblico. Un occhio rivolto alle reti nazionale ed un altro inevitabilmente alle ridotte disponibilità finanziarie rispetto ai grandi network, con un mercato pubblicitario condizionato dalle continue fluttuazioni della nostra divisa e dalla grave recessione regionale. Videolina e Sardegna Uno, tra alti e bassi rappresentano comunque i due poli televisivi più seguiti e professionali della Sardegna. Una sfida continua a colpi di palinsesti, indagini d'ascolto e spot ma sempre nel massimo rispetto e nel buon gusto. Accerchiata dalle nuove frontiere della telecomunicazione, la televisione, come la radio e la carta stampata stanno cercando nuovi input per superare la crisi. Vediamo come...
Qual'è stata l'evoluzione della televisione da vent'anni a
questa parte?
E in Sardegna ?
Anche la Sardegna ha subito questi condizionamenti anche se per la
verità devo dire che sia da noi che nel resto d'Italia alcune
emittenti riescono a fare ancora delle buone trasmissioni. Qui in
Sardegna ad esempio sia noi che Videolina, soprattutto per quanto
riguarda l'informazione facciamo delle cose accettabili. Noi infatti
non abbiamo trasmissioni di varietà. Come Videolina non abbiamo
quiz o programmi con giochi. Puntiamo molto sull'informazione e questo
credo che ci gratifichi in tutti i sensi. Chiaro che non siamo
soltanto noi a fare informazione ma ho potuto constatare che in Italia
sono veramente poche le emittenti che puntano su questo fondamentale e
delicato settore.
Ritiene che la Sardegna sia un'isola anche nel settore della
telecomunicazione o dell'informazione ?
"Non completamente. Nel senso che ci sono avvenimenti recenti che ci
inducono a pensare di no. Però sicuramente subiamo questo
effetto per quanto riguarda l'immediatezza e la conoscenza delle
cose. Siamo tagliati fuori per diverse cose mentre per altre abbiamo
non poche difficoltà per realizzarle. Ma non mi sento comunque
di dire in tutta sincerità, che la Sardegna sia tagliata
fuori. Dipende molto anche dagli uomini e dalla volontà di
realizzare determinate cose. Certe volte basta seguire l'andamento del
mercato per non essere isolati.
In questo periodo di crisi conclamata, con lo spettro della
disoccupazione che avanza e con la paura del futuro esistono dei
problemi anche per chi lavora nel vostro settore ?
Per quanto riguarda questi aspetti, sicuramente dei problemi li
abbiamo, anzi grossi problemi. In altre regioni però stanno
decisamente peggio di noi. Subiamo più di altri la crisi
economica, che negli ultimi due anni si è fatta sentire in modo
particolarmente pesante, producendo naturalmente dei danni anche
nell'emittenza televisiva locale. Da noi qualche emittente ha chiuso o
sta per chiudere. Ormai sul mercato in Sardegna rimangono quattro
televisioni regionali o poco più. Non credo ci sia spazio per
molti altri.
Su queste prospettive quale può essere il futuro della telecomunicazione ?
Io sono un profondo sostenitore delle televisioni locali. Nel prossimo
futuro mi auguro che si realizzino due grosse reti regionali con delle
altre realtà locali. Mi riferisco ai grossi centri o a
realtà intercomunali. Un discorso che dopo tutto sta avvenendo
anche nel campo della carta stampata. Io penso che questa rivoluzione
possa avvenire anche nelle televisioni. Ci credo da tanto tempo ed ho
consigliato spesso anche gli imprenditori in questo
senso. Anziché fare televisioni regionali bisogna fare
televisioni locali, ma molti non mi hanno ascoltato. Non ci
sarà mai un mercato per più di due televisioni
regionali. Sarebbe la fine per tutti.
Parliamo adesso di Sardegna Uno ....
Sardegna Uno ha subito parecchie traversie dalle quali si è
però ripresa e credo di poter dire che dal punto di vista
qualitativo sia una delle migliori in Italia. Credo di non esagerare
dicendo questo, ovviamente nel campo dell'emittenza televisiva
regionale.
Certamente abbiamo fatto dei grossi passi avanti. Abbiamo fatto delle
scelte che hanno puntato soprattutto sulla qualità,
tant'è che il nostro target purtroppo, dico purtroppo
perché abbiamo bisogno anche di numeri, è un target
medio-alto. Sono ascoltatori con un certo titolo di studio e che
seguono un certo tipo di programmi. Naturalmente noi vorremmo che ci
seguissero anche gli altri. Ci stiamo impegnando molto per questo,
facendo cose più accessibili a tutti, non stupide, ma in modo
da allargare la nostra base di ascoltatori. Per il futuro stiamo dando
alcuni segnali. Noi siamo stati i primi in Sardegna a usare il
satellite i primi in Sardegna ad usare le fibre ottiche. Ci stiamo
muovendo anche noi per far sì che le nuove tecnologie entrino
in una piccola televisione locale. A settembre vi posso anticipare che
avremo le nostre redazioni periferiche collegate in ISDN con un
sistema non come quello precedentemente, abbastanza costoso, ma con un
altro sistema che abbiamo già avuto modo di sperimentare e sul
quale stiamo lavorando insieme alla Telecom Italia. Da settembre
metteremo in atto queste nuove iniziative legate alla comunicazione
via cavo.
Qual'è stata l'evoluzione della televisione da 20 anni a questa parte?
E in Sardegna...
La televisione ha avuto un ruolo importantissimo. Videolina compie 20 anni di vita ed ha continuamente offerto un prodotto che senza falsa modestia non ha uguali come informazione. La nostra emittenta ha infatti sempre puntato sull'informazione e sulla cultura, seguendo passo dopo passo tutti gli avvenimenti che si sono succeduti in Sardegna. Il mercato purtroppo non offre molte possibilità. Esiste una forte recessione. Le aziende isolane sono in sofferenza e l'assistenzialismo regionale è praticamente finito. Esistono troppe televisioni rispetto a quello che offre il mercato. La legge Mammì inoltre si è dimostrata molto fumosa. Secondo me in Sardegna esiste lo spazio per una grande televisione regionale. Al massimo per due. Dopo tutto in Italia, televisioni private, organizzate come Videolina, ne esistono veramente poche.
Ritieni che la sardegna sia un isola anche nel settore della telecomunicazione o dell'informazione?
Possiamo considerarci un isola solo perchè ci occupiamo, inevitabilmente, delle questioni che ci riguardano. Quelle di casa nostra. E' inutile preoccuparci di cose che riguardano l'Italia. Esiste una realtà regionale che deve essere curata per dare al telespettatore sardo un prodotto qualitativamente valido. Non è un problema di target ma di scelte ben precise. Più in generale non credo comunque che la Sardegna sia un isola anche nel campo dell'informazione o delle telecomunicazione. Anche i mezzi tecnici, le macchine e gli strumenti sono ormai standardizzati in tutta Italia.
In questo periodo di crisi, con lo spettro della disoccupazione e la paura del futuro, 3esistono dei problemi anche nel lavoro nel vostro settore..
Certo, la crisi è uguale per tutti. Il mercato regionale è quello che è. La depressione sta colpendo tutti i settori produttivi compreso anche il nostro, quello televisivo. Videolina, che fa parte di un consolidato gruppo editoriale, quello di Niky Grauso, ha risolto alcuni problemi, come quello di un certo sovraffollamento, con qualche spostamento di personale in altre aziende. Niente di traumatico comunque. Si è semplicemente provveduto a spostare qualche pedina in altre aziende del gruppo, senza quindi ricorrere, come sono state purtroppo costre a fare altre aziende, dei licenziamenti traumatici. Forse adesso ci sarà la necessità di effettuare qualche altro spostamento, qualche riassestamento, ma niente di particolare. La nostra è una azienda solida e per fortuna sana.
Su queste prospettive quale può essere il futuro delle telecomunicaziuoni?
Sicuramente stiamo andando verso un rinnovamento radicale. Le reti telematiche sono entrate di prepotenza anche nel nostro specifico settore. Anni fa tutto questo sembrava impossibile eppure adesso, con l'esperinza di Video On Line ci siamo accorti che anche nel settore televisivo sarà possibile sfruttare le nuove tecnologie. Non è improbabile tra tra breve la gente, da casa, usando una semplice linea telefonica, decida cosa guardare, in quale lingua ed in quale parte del mondo. Sarà l'utente comunque a decidere il nuovo mercato ed a fare la domanda e l'offerta. Ormai l'etere sta per essere superato. Satelliti, fibre ottiche, teleimmagini ed Internet, saranno i nuovi sistemi utilizzati per la televisione.
Parliamo adesso di Videolina...
Videolina, continuerà a fornire ai sardi informazione. Certo, bisognerà migliorare alcune cose, verificarne delle altre, ma tutto sommato rispettiamo una linea editoriale ben precisa, seguendo soprattutto gli avvenimenti e cercando diu riproporli allo spettatore. In programma abbiamo anche nuovi programmi ed altre idee. Questo per offrire una vasta gamma di prodotti, adatti a tutte le età ed a tutte le fasce di ascolto. Sono sicuramente ottimista nel futuro e non potrei certo fare diversamente. La Sardegna prima o poi uscirà da questo torpore che la sta distruggendo. Prima o poi l'economia e la vita dei sardi miglioreraà e noi con loro.